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Nuove
verifiche con un radiotelescopio
situato in Spagna
«Ub 313» è più
grande di Plutone
Ha un
diametro di 3mila chilometri. Per
molti astronomi ci sono gli elementi
per considerarlo il decimo pianeta
del sistema solare
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Gli astronomi hanno
sciolto i dubbi: ai confini del sistema
solare c’è un corpo celeste più grande
di Plutone, che oggi è il nono e ultimo
pianeta. Battezzato per il momento con
la sigla «Ub 313», avendo un diametro di
tremila chilometri, lo supera di ben 700
chilometri. «Proprio perché è
decisamente maggiore — dice Frank
Bertoldi a capo del gruppo di astronomi
tedeschi dell’Università di Bonn e del
Max Planck Institute for Radio Astronomy
che lo hanno misurato — è adesso
impossibile definire Plutone un pianeta
se non si attribuisce anche a Ub 313 il
medesimo status». Insomma, a questo
punto sarebbe davvero corretto
considerarlo il decimo pianeta del
sistema solare a giudizio di numerosi
scienziati, confermando quando era stato
ipotizzato dopo la scoperta conquistata
da Mike Brown del Californian Institute
of Technology nel gennaio dell’anno
scorso e annunciata con clamore nel
luglio successivo dopo i necessari
controlli.
LE DIMENSIONI -
Ma allora non si
era certi delle dimensioni. Si pensava
che potessero superare Plutone ma i dati
erano troppo incerti. Proprio le
notevoli imprecisioni spingevano il
gruppo di Frank Bertoldi ad avviare una
serie di verifiche con un
radiotelescopio situato in Spagna e
dotato di uno specialissimo sensore
il quale, misurando il calore emesso,
permetteva di risalire alla taglia del
corpo. E così è accaduto, riaccendendo
un fiume di polemiche che si trascinano
da quasi una decina d’anni.
IL GELO -
Ub 313 offre un ambiente
terribilmente gelido. Il termometro
segna 243 gradi sottozero e i suoi
panorami sono coperti dai ghiacci
(contenenti anche metano) come Plutone.
La sua orbita è ancora più inclinata, ma
si trova almeno due volte più lontano
(circa 14,5 miliardi di chilometri dal
Sole) e ciò lo rende il corpo celeste
più remoto finora avvistato nel sistema
solare.
LA FASCIA DI KUIPER -
Dagli inizi
degli anni Novanta (del secolo scorso),
però, da quando, si scoprirono i primi
oggetti ghiacciati oltre l’orbita di
Nettuno e che formano la cosiddetta
fascia di Kuiper intorno al sistema
solare, l’Unione Astronomica
Internazionale aveva proposto di
declassare Plutone, togliendogli la
definizione di pianeta, considerandolo
invece uno dei nuovi corpi
scherzosamente soprannominati «nani
ghiacciati». Più si migliorava la
capacità di osservazione più il loro
numero aumentava e oggi si ritiene che
siano almeno centomila quelli con un
diametro di almeno cento chilometri. Ma
le proteste tra gli scienziati e i fan
plutoniani furono tali da spingere ad
accantonare l’idea.
In fondo, anche se Plutone era abbastanza minuscolo e ghiacciato e aveva un’orbita insolita, era dotato di una luna e nei mesi scorsi, anzi, se ne aggiungevano altre due. La sua immagine di pianeta, quindi, doveva essere conservata. Adesso la conferma che Ub 313 è addirittura più grande del discusso fratello cosmico riapre il confronto piegando maggiormente, sembra, l’ago della bilancia verso la suggestiva interpretazione di trovarci davanti al mitico decimo pianeta. Naturalmente i contrari non condividono e la questione accenderà maggiormente gli animi rendendo sempre più urgente una riclassificazione più precisa dei diversi corpi che formano il corteo planetario intorno al Sole.
Giovanni Caprara
01 febbraio 2006
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