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L'italiano Vittori di nuovo nello spazio a bordo della Soyuz
L'astronauta era già stato in orbita nel 2002. Nella notte il lancio
da Baikonur, verso la Stazione
spaziale internazionale
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Le immagini
L'astronauta italiano era già stato in orbita nel 2002
Vittori di nuovo nello spazio con la Soyuz Il 15 aprile il lancio da
Baikonur insieme a un astronauta russo e uno americano. Obiettivo: la
Stazione spaziale internazionale STRUMENTIVERSIONE STAMPABILEI PIU'
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BAIKONUR (Kazakistan) - «Tanta emozione, ma anche l'orgoglio di vedere
le bandiere italiana ed europea a Baikonur». Roberto Vittori non
nasconde le emozioni a due giorni dal lancio nello spazio con la Soyuz
Tma-6 dalla base russa persa nella steppa kazaka. L'astronauta italiana
ritorna nel cosmo quasi tre anni esatti di distanza. Era infatti il 25
aprile 2002 quando Vittori divenne il secondo astronauta tricolore della
storia dell'Agenzia spaziale europea (Esa) e il primo italiano a volare
su una navicella russa. «Emozione per il razzo che è lì fuori ad
aspettarmi e timore reverenziale per le tecnologie che permettono
all'uomo di lasciare l'atmosfera. Ci si sente come se si camminasse sul
bordo di un terreno sconosciuto», ha detto Vittori, che venerdì 15 alle
2,46 (ora italiana) partirà per la missione Eneide, organizzata da
Regione Lazio, Esa, Aeronautica Militare e Alenia Spazio (gruppo
Finmeccanica) nell'ambito di un accordo tra Esa e Agenzia spaziale russa
Roscosmos.
Insieme a Vittori partiranno il russo Sergei Krikalev (46 anni, per la
sesta volta nello spazio, al ritorno avrò accumulato più di 800 giorni
in orbita: record mondiale) e l'americano John Phillips (54 anni, al
secondo volo): l'obiettivo è l'aggancio alla Stazione spaziale
internazionale (Iss) previsto per il 17 aprile. Il rientro è previsto
nella notte tra il 24 e il 25 aprile. Vittori tornerà sulla Terra
insieme all'attuale equipaggio della Iss nello spazio dallo scorso
ottobre: l'americano Leroy Chiao e il russo Salizhan Sharipov, mentre i
due compagni della partenza resteranno in orbita sei mesi. Al ritorno
Vittori avrà la qualifica di comandante della Soyuz.
«Ormai tutto è pronto, tutti gli oggetti sono a bordo della Soyuz e si
lavora all'ultima messa a punto degli esperimenti e delle procedure», ha
detto Vittori, 40 anni, nato a Viterbo e padre di tre bambini. Nelle ore
precedenti il lancio l'equipaggio è impegnato nel ripasso delle
procedure per le fasi più delicate della missione: l'aggancio alla Iss e
il rientro. Un momento particolarmente impegnativo saranno le dodici ore
che precederanno la fase di aggancio della navetta alla Iss: «Dopo una
giornata piena di lavoro, ci aspetta un'intera giornata lavorativa sulla
stazione spaziale», ha ammesso Vittori.
Vittori eseguirà esperimenti di biologia (danneggiamento dei cromosomi
per le radiazioni) e fisiologia (perdita di massa muscolare, calcoli
renali) una volta in orbita. Porterà a bordo un'immagine scannerizzata
della Gioconda di Leonardo, che verrà poi esposta alla Biennale di
Venezia. L'esperimento denominato Est, invece, messo a punto da
un'azienda abruzzese, intende dimostrare che componenti microelettronici
commerciali possono funzionare nello spazio.
RITI E SCARAMANZIA - Chi parte da Baikonur, come anche a Cape Canaveral,
ha precisi riti scaramantici da eseguire prima della partenza. Due
giorni prima del lancio, alle 7 in punto, mercoledì il razzo e la
capsula sono usciti dall'edificio di integrazione finale, rispettando lo
stesso orario in cui nell'ottobre 1957 uscì il primo satellite della
storia, lo Sputnik. A trainare il tutto fino alla rampa di lancio a
sette chilometri di distanza è stato il «Treno del cosmo» che ha
schiacciato la tradizionale monetina lasciata sui binari. Già martedì 29
marzo i tre membri dell'equipaggio avevano deposto quattro garofani
rossi sulla tomba di Yuri Gagarin. Nel «giardino dei cosmonauti» hanno
piantato un albero, come ogni equipaggio ha fatto prima di loro. La sera
prima del lancio l'equipaggio guarderà il film «Il sole bianco del
deserto», lo stesso che guardò Gagarin prima di partire. Quindi ogni
astronauta lascerà la sua firma sulla porta della stanza in cui ha
dormito. Subito dopo saranno benedetti dal pope. Durante il viaggio
verso la navicella, faranno fermare il pullman che li trasporta e
faranno pipì contro la ruota del veicolo, così come hanno fatto in
passato tutti i loro predecessori.
Paolo Virtuani
14 aprile 2005
Fonte Corriere dell Sera |