NEW YORK —Gli uomini
e le donne sovrappeso, purché non obesi, sono a minore rischio
di morte rispetto a chi mantiene la linea. E’ la conclusione, a
dir poco sorprendente, di uno studio del governo federale Usa,
pubblicato sull’ultimo numero del prestigioso Journal of the
American Medical Association (Jama). Oltre a mettere
letteralmente a soqquadro il lucroso universo dei dietologi
americani, la ricerca rischia di buttare all’aria decenni di
consolidati dogmi sul grasso e i suoi rischi.
LO STUDIO — «Non si
tratta delle teorie strampalate di una combriccola di pazzi —
osserva il New York Times — ma dell’analisi statistica, seria e
rigorosa, effettuata da alcuni degli scienziati più rispettati e
conosciuti d’America ». I professori David Williamson e
Katherine Flegal, del Centers for Disease Control and Prevention
di Atlanta (Cdc) e Barry Graubard e Mitchell Gail, del National
Cancer Institute. Prendendo in esame i decessi avvenuti
nell’anno 2000 su un campione di circa 55 mila individui, uomini
e donne, dai 25 anni in su, i ricercatori hanno scoperto che
l’aumento del rischio di morte riguarda soltanto i cosiddetti
«obesi estremi»: cioè solo l’8% dell’intera popolazione
americana. E, se non bastasse, anche le persone sane ma «troppo
magre» si sono rivelate più «portate » alla morte prematura di
chi ha peso «normale» o è «obeso».
IL METODO — Il nuovo
studio, considerato da molti scienziati indipendenti il più r i
g o r o s o e scientificamente affidabile condotto finora sugli
effetti del peso, ha controllato fattori come il fumo, l’età, la
razza e il consumo di alcol in un’analisi sofisticata derivata
da un noto modello utilizzato per pronosticare la suscettibilità
ai tumori. «Abbiamo usato le categorie di peso adottate a
livello federale per definire se qualcuno è obeso o sottopeso —
spiega la professoressa Flegal —. Queste categorie sono create
secondo un "body mass index" (Bmi) che mette in rapporto il peso
corporeo con l’altezza, senza prendere in considerazione il
sesso della persona ». Chi è alto 1metro e 76 centimetri e pesa
meno di 55 chili è considerato «sottopeso», se raggiunge una
media di 55-74 chili è «normale», e se ingrassa fino a pesare
tra i 75 e gli 89 chili viene catalogato come «sovrappeso».
Quando lo stesso individuo arriva a 90-103 chili è «obeso», per
diventare «gravemente obeso» quando l’ago della bilancia
oltrepassa i 104 chili.
SALVAVITA — Se
«obesità» ed «estrema obesità» provocano circa 112 mila morti
all’anno (su un totale di 2 milioni di decessi registrati negli
Usa ogni 12 mesi), l’essere sovrappeso ne previene circa 86
mila. Il che riduce il numero di morti nelle tre categorie a
soli 26 mila, contro i 34 mila morti «in eccesso» causati dalla
magrezza estrema. Questi numeri ribaltano i risultati di uno
studio analogo pubblicato dallo stesso Cdc di Atlanta 13 mesi
fa, secondo cui l’obesità provoca 400 mila decessi all’anno e
sta per sorpassare il fumo come causa principale di morte
prematura. Nella nuova ricerca, il peso eccessivo balza al
settimo posto nella graduatoria dei killer, dopo tabacco,
alcool, infezioni e inquinamento. «Il nostro studio ribadisce,
senza dubbi, che il pericolo numero uno in America e nel mondo
resta il tabacco, non il grasso » spiega la Flegal, che ha già
preso contatti con i governi danese e inglese per condurre studi
identici in Europa.
PRO E CONTRO — Le
reazioni nel mondo scientifico non hanno tardato ad arrivare. La
professoressa Jo- Ann Manson, capo del reparto di medicina
preventiva al Brigham and Women’s Hospital di Boston ha citato
uno studio del suo ospedale, affiliato all’Università di Harvard,
sugli accresciuti rischi di morte per le donne sovrappeso. «Non
possiamo abbassare la guardia davanti all’epidemia di obesità—
tuona la Manson— sarebbe grave e irresponsabile ». Altri hanno
denunciato il fatto che il Cdc non si prende la briga di
spiegare come mai le persone sovrappeso vivono più a lungo. In
realtà, gli autori della ricerca hanno una teoria precisa in
merito. «L’abbiamo ribattezzata "il paradosso dell’obesità" —
spiega il professor Williamson —. La maggior parte della gente
muore dopo i 70 anni, e a quell’età un po’ di grasso in più
aiuta ad avere una massa muscolare, ed ossea più sana». Gli
scienziati federali citano anche un’altra ricerca pubblicata
sullo stesso numero del Jama da Edward Gregg e David Williamson,
entrambi del Cdc, secondo cui la pressione e il colesterolo alto
sono meno diffusi oggi rispetto a 30 o 40 anni fa grazie
all’introduzione di nuovi farmaci «miracolosi ». «La conclusione
che si può trarre da tutto ciò è semplice — chiude il professor
Barry Glassner, sociologo dell’Università della California del
Sud —. Ciò che fino ad oggi era considerato sovrappeso, in
realtà è il peso forma».
Alessandra Farkas