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Cassini, Giovanni Domenico
Cassini, Giovanni Domenico (Perinaldo, Imperia 1625 – Parigi 1712), astronomo italiano, divenuto celebre per le osservazioni su alcuni pianeti del sistema solare e per la determinazione della loro distanza dalla Terra. Compiuti gli studi presso il Collegio dei Gesuiti di Genova e l’Abbazia di san Fruttuoso, all’età di 25 anni divenne professore di astronomia all’Università di Bologna. Con l’aiuto dei più avanzati strumenti del tempo, eseguì sistematiche osservazioni sui satelliti di Giove, che gli permisero di compilare accurate tavole, utili anche per la navigazione marittima. Nel 1665 le sue osservazioni gli consentirono di individuare la grande macchia rossa di Giove, la formazione osservabile sulla superficie del pianeta, oggi riconosciuta come un fenomeno meteorologico. Cassini scoprì inoltre i cambiamenti stagionali del pianeta Marte e misurò il periodo di rotazione di Marte stesso e di Saturno. Interessato, oltre che all’astronomia, anche all’idraulica e all’ingegneria, compì studi sul Po e su altri fiumi per commissione del pontefice. A partire dal 1669, su invito del re di Francia Luigi XIV, collaborò alla messa a punto del nuovo Osservatorio di Parigi, di cui poi assunse la direzione. Presa la cittadinanza francese nel 1673, non sarebbe più ritornato in Italia. Negli anni che seguirono individuò quattro satelliti di Saturno (Impetus nel 1671, Rhea nel 1672, Dione e Tethys nel 1684) e la caratteristica interruzione nell’anello di Saturno, tuttora nota come divisione di Cassini. Misurò inoltre la distanza di Marte dalla Terra attraverso il metodo della parallasse e la distanza del Sole, il cui valore oggi costituisce un’importante unità di misura delle distanze astronomiche per il sistema solare. Nel 1680, nell’ambito degli studi condotti sui moti della Terra, Cassini individuò la curva matematica che oggi porta il suo nome, definita come il luogo dei punti per i quali è costante il prodotto delle distanze da due punti fissi detti fuochi. Nel 1710 Cassini perse la vista. Dopo la sua morte, che ebbe luogo a Parigi nel 1712, gli succedettero alla direzione dell’Osservatorio di Parigi altre tre generazioni di Cassini: il figlio Giacomo, il nipote Cesare Francesco e il pronipote Giacomo Domenico.
Sonda Cassini
Sonda Cassini Sonda spaziale lanciata dalla NASA il 15 ottobre 1997 in missione verso Saturno, che sarà raggiunto nel luglio 2004.
La traiettoria della navicella passerà due volte presso Venere ed una volta in vicinanza della Terra, in modo che, utilizzando un effetto gravitazionale noto come "effetto fionda", la sua velocità venga aumentata fino a essere sufficiente per allontanarsi dal sistema solare interno. A causa della grande distanza da coprire e dell’enorme peso del veicolo, infatti, nessun vettore avrebbe avuto potenza sufficiente per spingere la navicella direttamente fino a Saturno. Una volta in orbita intorno a Saturno, nel novembre 2004, Cassini rilascerà un modulo di atterraggio, chiamato Huygens, che dovrebbe posarsi sulla superficie di Titano, una delle lune di Saturno. Fra gli scopi della missione vi sono anche lo studio della magnetosfera di Saturno, del suo sistema d'anelli e dei suoi satelliti. La sonda ha preso il nome dall'astronomo italiano Giovanni Domenico Cassini, mentre il modulo di atterraggio ricorda lo scienziato olandese Christiaan Huygens.
Il lancio di Cassini è stato accompagnato da diverse polemiche riguardanti il pericolo di contaminazione radioattiva che avrebbe potuto verificarsi durante il lancio o durante il passaggio del mezzo vicino alla Terra. La sonda infatti è alimentata da generatori termoelettrici ai radioisotopi (RTG) e utilizza il plutonio come combustile. La NASA ha rapidamente puntualizzato che sia i RTG sia i contenitori del combustibile erano stati disegnati per superare intatti qualsiasi incidente, anche di natura catastrofica. In particolare, i generatori sono installati sui velivoli della NASA sin dal 1965 e hanno superato indenni numerosi incidenti. Per quanto riguarda il plutonio, è conservato sulla sonda in forma di ceramica speciale, resistente al calore, dotata della proprietà di spezzarsi anziché polverizzare in particelle inalabili, ed è suddiviso in diversi moduli, ciascuno con diversi strati di protezione dal calore e dagli urti.
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Ideazione, Progettazione e Realizzazione a cura di Luigi Palamara e Bruna Italia Massara
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