A fine 2005 4 milioni e 700mila connessioni alla banda larga
Trenta milioni di italiani sul web
il 49% pagherebbe per le news
ROMA - Buone nuove dal mondo di internet. Secondo i dati
Audiweb citati dal rapporto Isimm, nel gennaio 2005 in Italia
l'universo degli utenti della Rete è stato di 30,7 mln (+6% rispetto
al gennaio 2004); nello stesso periodo, il tempo medio mensile
trascorso in internet è passato da 9 ore e 36 minuti a 10,30.
Non solo: il 49% degli internauti sarebbe disposto a pagare
l'informazione on line, una percentuale che sale al 78% se si
affiancano incentivi come l'accesso all'Adsl. Nel frattempo si allarga
anche il mercato pubblicitario on line. Secondo l'Upa, l'associazione
delle aziende che investono in pubblicità, è cresciuto dell'11% nel
2004 e le previsioni parlano di un +17,6% nel 2005 e del 6,8% nel
2006. Una crescita ancora più significativa se la si confronta con gli
altri settori. La pubblicità su radio, ad esempio, registra una
crescita del 5%, quella sui quotidiani tradizionali del 3%, la
pubblicità in tv del 3,5%.
L'indagine dell'Isimm (Istituto per lo studio dell'innovazione nei
media e per la multimedialità) è stata illustrata al convegno
"Informazione on line, prospettive evolutive e nuove opportunità",
organizzato dallo stesso istituto e dall'agenzia Ansa. Il rapporto ha
tastato il polso all'informazione nel web. E l'ha trovata in ottima
forma. Secondo un'indagine Istat, i quotidiani on line in italia sono
145. L'84% di questi sono generalisti, il 15,2% sono specialistici con
una netta prevalenza di informazione economica (36,4%) e sportiva
(22,7%). Nel biennio 2003-2004 l'incremento delle testate
giornalistiche esclusivamente on line (cioè senza il corrispondente
cartaceo) è stato del 27% mentre i blog italiani al febbraio 2005 sono
146.254 (secondo quanto affermato dalle principali piattaforme che li
ospitano).
La banda larga, infine. Al termine del 2005 saranno almeno 4 milioni e
700mila le connessioni alla banda larga, contro le 3-400mila del 2001.
E i dati confermno che si sta pian piano riducendo il "digital divide"
tra le diverse aree del Paese.
(8 marzo 2005)



