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Piercing
Piercing
(Dall’inglese to pierce, bucare, forare), in senso generale
ogni perforazione della pelle e dei tessuti sottostanti atta a
permettere l’inserimento di oggetti che non hanno alcuna utilità
fisiologica o funzionale. In senso stretto, il termine piercing si
riferisce alla moda di inserire anelli in metallo in diverse parti
del corpo, perlopiù sul viso (naso e sopracciglia), nelle orecchie,
sulla lingua, nell’ombelico o nelle zone genitali.
Come la pittura del corpo, il tatuaggio o
la scarificazione (l'incisione superficiale della pelle con lame di
metallo, pietre o conchiglie, al fine di produrre cicatrici
pronunciate), il piercing è espressione di diverse culture ed è
praticato presso numerose tribù la cui organizzazione si basa su una
rigida divisione dei ruoli sociali. Queste pratiche servono infatti
a distinguere i ruoli di ciascun individuo all’interno della società
e a regolare i rapporti nella vita quotidiana o durante le cerimonie
ufficiali: la loro posizione, il modo in cui sono eseguite, la
forma, il materiale adoperato convogliano immediatamente una serie
di notizie e informazioni utili a identificare la persona come
appartenente a un determinato gruppo e a stabilire quale posizione
occupi al suo interno. Il piercing è di solito praticato come rito
di iniziazione, per segnare il passaggio dall’infanzia all’età
adulta.
La pratica del piercing era nota e assai
diffusa nelle società antiche. Nell’Egitto dei faraoni, ad esempio,
era riservato alle persone di rango reale ed era invece proibito
alle persone comuni; nell’antica Roma, era un segno distintivo del
coraggio: i soldati erano soliti applicarsi anelli ai capezzoli per
dimostrare il proprio valore.
Nelle società occidentali odierne la
pratica del piercing è stata dapprima un segnale di ribellione al
conformismo e in seguito si è trasformata in una moda estetica.
Negli anni Settanta del Novecento gli esponenti del movimento punk
utilizzarono il piercing come segno di appartenenza al gruppo e di
rottura con le tradizioni e i valori della società borghese (nonché
come mezzo per sconvolgere i ”benpensanti“); a partire dalla metà
degli anni Novanta il piercing ha acquisito lo status di espressione
corporea sempre più accettata, il cui significato non va al di là di
quello estetico.
IMS Bildbyrå
Tatuaggio e piercing
La moda del tatuaggio e del piercing può essere considerata un
esempio di interscambio culturale, perché recupera e assimila usi
propri di paesi e culture non occidentali. Canone estetico, e a
volte anche erotico, che mette in discussione il concetto di
bellezza dominante, mira a ciò che il docente di estetica Mario
Perniola ha definito "il sex-appeal dell'inorganico".
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