Marco Pantani
Marco Pantani
Con un vantaggio di 1 minuto e 33 secondi sul secondo classificato,
il russo Pavel Tonkov, Marco Pantani si aggiudicò il Giro d'Italia
del 1998. Qui il campione romagnolo è ritratto al momento
dell'arrivo dell'ultima tappa Lugano-Milano, vinta dall'italiano
Gian Matteo Fagnini.
Pantani, Marco (Cesena 1970 – Rimini 2004), ciclista italiano. Grande scalatore, erede di specialisti del calibro del lussemburghese Charly Gaul e dello spagnolo Federico Bahamontes, Pantani si era già segnalato come corridore di corse a tappe vincendo nel 1992 un Giro d'Italia da dilettante. Passato professionista l'anno seguente, dovette però aspettare il 1994 per mettersi in luce al Giro: in quell'edizione vinse due tappe di montagna, a Merano e all’Aprica. Formidabile fu l’impresa di quest’ultima, dove con un irresistibile scatto si lasciò alle spalle sulla ripidissima salita del Mortirolo lo spagnolo Miguel Indurain e il russo Evgenij Berzin. La sua carriera fu costellata di numerosi incidenti. Il primo, provocato da una caduta durante un allenamento nel maggio del 1995, gli impedì di prendere parte al Giro. Ripresosi, a luglio partecipò al suo primo Tour de France, dove dimostrò le sue grandi doti di scalatore vincendo la storica tappa dell'Alpe d'Huez e, sui Pirenei, all'arrivo di Guizet Neige. Nell'ottobre dello stesso anno, dopo esser giunto terzo ai Campionati mondiali in Colombia, subì un gravissimo incidente: venne investito da un’auto che sopraggiungeva in senso contrario negli ultimi chilometri della Milano-Torino e riportò la frattura di tibia e perone della gamba sinistra. Rimasto lontano dalle gare per quasi un anno, ritornò a livelli competitivi solo nel 1997, quando però ancora una caduta nelle prime tappe del Giro lo costrinse al ritiro. Ristabilitosi a luglio per il Tour, vinse due tappe alpine, di nuovo all'Alpe d'Huez e a Morzine. La definitiva consacrazione del suo talento si ebbe nella stagione 1998. Pur partendo senza i favori del pronostico, Pantani si impose nella classifica finale sia al Giro sia al Tour, facendo delle tappe di montagna il suo trampolino di lancio per fughe e vittorie entusiasmanti. Realizzando la storica doppietta, nel passato riuscita solo a grandi campioni come Coppi, Anquetil, Merckx, Hinault, Roche e Indurain, entrò di diritto nell’Olimpo del ciclismo mondiale. Dominatore incontrastato anche dell’edizione 1999 del Giro d’Italia (aveva vinto quattro tappe ed era in testa alla classifica con un ampio vantaggio sul secondo), il campione romagnolo venne clamorosamente sospeso dalla corsa alla vigilia della penultima tappa in seguito a un controllo medico da parte dell’UCI, l’Unione ciclistica internazionale, che riscontrò nel suo ematocrito valori percentuali superiori al livello tollerato. Rimasto a lungo lontano dalle corse, al punto che molti ritennero che volesse lasciare definitivamente il ciclismo, tornò a gareggiare in occasione del Giro d’Italia 2000, aggiudicandosi nello stesso anno la tappa di Courchevel al Tour de France. Fu l’ultimo importante successo della sua straordinaria carriera: incapace di superare la crisi agonistica e personale in cui era precipitato in seguito alle accuse di doping, Marco Pantani abbandonò le gare e il 14 febbraio 2004 rimase vittima di un arresto cardiaco causato da intossicazione acuta da cocaina, con conseguente edema cerebrale e polmonare.
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