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il
missile Atlas 5 sulla
rampa di lancio (Epa)
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CAPE CANAVERAL - E' la più veloce
sonda della storia spaziale quella che
accende i motori questa sera per
raggiungere Plutone. Dopo il decollo
dalla base di Cape Canaveral il missile
Atlas 5 lancerà poi nello spazio
l'astronave della Nasa New Horizons,
destinata ad esplorare i dintorni di
Plutone. Secondo il programma il
missile, alto 60 metri, deve decollare
entro le 20.10 ora italiana, e imprimere
poi alla sonda un'altissima velocità per
percorrere i 4 miliardi e 800 milioni di
chilometri che separano la Terra da
Plutone, il più piccolo pianeta del
nostro sistema solare, scoperto nel
1930. A bordo del New Horizons, che pesa
circa mezza tonnellata, sono imbarcati
sette strumenti scientifici.
■ Segui
la diretta video del lancio dal sito
Nasa
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Ultimi
ritocchi per la sonda
(Ansa)
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OLTRE 58MILA KM ALL'ORA - Quando
la sonda si separerà dal terzo stadio di
Atlas, si lancerà alla velocità di
58.400 chilometri orari, e sarà dunque
l'astronave più veloce mai decollata
dalla Terra. Per fare un esempio: se gli
astronauti dell'Apollo avessero potuto
disporre della stessa velocità,
avrebbero raggiunto la Luna in nove ore,
invece dei tre giorni che furono
necessari alla missione, ha spiegato
Colleen Hartman, amministratore
associato della Nasa, delegata alle
scienze spaziali. Mai una sonda aveva
volato tanto veloce. Ma ciò è necessario
per poter rispettare un appuntamento
cosmico importante. Se la sonda non
partisse dalla Terra entro il 28 gennaio
mancherebbe l’incontro con Giove e
allora il suo viaggio verso Plutone
diventerebbe molto più lungo del
previsto. Ora la missione è al via e i
sette strumenti di cui il robot cosmico
è dotato nel 2015 punteranno i loro
occhi sul remoto e gelido corpo celeste
che con il suo diametro di appena 2.360
chilometri è anche più piccolo della
nostra Luna (3.476 km). Per questo e
altri motivi, da alcuni è ritenuto solo
uno degli «oggetti transnettuniani»
scoperti a partire dalla metà degli anni
Novanta.
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Simulazione
dell'incontro con
Pultone (Afp)
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PROTESTE DEGLI AMBIENTALISTI- A
poche ore dal lancio oltre alla tensione
cresce anche la polemica per il tipo di
motori al plutonio utlilizzati della
sonda: attivisti anti-nucleari
protestano mentre la Nasa e il
Dipartimento per l'Energia statunitense
ammettono che c'è una possibilità su 350
che un incidente al decollo causi una
perdita di plutonio e, quindi, provochi
una dispersione di radiazioni. Il
«rischio plutonio» ha indotto l'Agenzia
spaziale degli Stati Uniti a disporre
due centri fissi di controllo delle
radiazioni e a dislocare tutto intorno
alla rampa di lancio 16 team mobili per
misurare le radiazioni: misure che hanno
in parte contribuito a mitigare il tono
delle proteste, inferiori a quelle che
accompagnarono, anni or sono, il lancio
della sonda Cassini, partita con a bordo
32 chili e mezzo di plutonio per andare
a esplorare, come sta facendo, Saturno,
i suoi cerchi e le sue lune.
17 gennaio 2006
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