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SPETTACOLI
Ritornelli, canzoni e jingle creati con i giochi del
computer
Micromusic, e il sound nasce dal Gameboy
Un fenomeno che spopola nei party di tutto il mondo.
«La generazione del Nintendo campiona la propria giovinezza»
MUSICA ANNI '80 - La
chiamano
micromusic,
chip-music
o bit-pop,
ed è il nuovo fenomeno
underground che minaccia di
scompaginare l'universo della musica e i rapporti di forza su
cui si sorregge il
mondo discografico. Sono
ritornelli, canzoni e jingle creati con un GameBoy o poco più;
melodie realizzate con
tecnologia sorpassata, cioè microprocessori a 8-bit di vecchie
console per i videogiochi, che all'orecchio ricordano più o meno i
suoni che si potevano percepire entrando in una
sala giochi negli anni '80. Un
nuovo genere elettronico attorno al quale continua a crescere
l'interesse: nascono di continuo gruppi ed etichette discografiche
indipendenti,
aumentano i siti Internet che promuovono la filosofia del lo-fi - la
bassa fedeltà contrapposta all'imperante hi-fidelity - e hanno
enorme successo le esibizioni dei dj organizzate in molte metropoli
americane ed europee.
UNA COMUNITA' DI ARTISTI - Tutto ha avuto inizio nel 2000, quando Johan Kotlinski, studente al Royal Institute of Technology di Stoccolma, ha creato una cartuccia, chiamata Little Sound DJ (www.littlesounddj.com) per trasformare un GameBoy in un sintetizzatore musicale. L'invenzione, venduta a 70 dollari sul web, è andata letteralmente a ruba. Nel frattempo un altro studente, il tedesco Oliver Wittchow, aveva creato Nanoloop (www.nanoloop.de), prodotto concorrente, ma con un'interfaccia più semplice, per creare musica con la console portatile di casa Nintendo. Quello che neanche i due inventori potevano immaginare è il sorgere, nel giro di pochi mesi, di una vera e propria comunità di artisti interessata a riportare in auge un sound ormai morto e sepolto: quello che imperava all'epoca di computer come Commodore 64, ZX Spectrum e Atari. È il cosiddetto popolo degli 8 bit, come suggerisce il sito del collettivo che promuove questo nuovo tipo di musica (www.8bitpeoples.com), in cui figura lo stesso Kotlinski, che col nickname di Role Model ha già pubblicato diverse canzoni di musica micro-elettronica. PARTY D'AVANGUARDIA - Un altro guru della chip music è il portoricano Mark De Nardo, che è diventato una vera e propria icona con la sua canzone Fighted Geometry, realizzata mescolando le sonorità di un GameBoy con la sua chitarra acustica. Appassionatosi a questo nuovo genere di musica elettronica, ora produce in casa e vende sul suo sito Internet (www.markdenardo.com) i propri album. In maniera simile, artisti di ogni parte del mondo creano, scambiano, vendono i propri brani, diventando spesso protagonisti dei party che da Londra a New York, da Tokyo a Stoccolma animano la scena dell'avanguardia musicale. Ecco allora Lektrogirl (www.lektrogirl.com) dj che ha esordito nel 1999 con un album dal titolo inequivocabile - I love my computer - e ora gira l'Europa, promuovendo il bit pop; e poi ancora Nullsleep, pseudonimo del ventiquattrenne newyorkese Jeremiah Johnson, tra i fondatori di 8 Bit People, che sulle sue pagine web (www.nullsleep.com), divide le proprie composizioni in due grandi categorie: musica per GameBoy e musica per Nintendo Entertainment System. IL FOLK DELL'ERA DIGITALE? - Tra le centinaia di artisti (e le decine di etichette discografiche) rintracciabili su Internet, spicca anche qualche nome celebre. L'ultimo appassionato in ordine di tempo del sintetizzatore inventato da Kotlinski, che peraltro conta tra i fan musicisti del calibro di Björk e Aphex Twin, è Malcolm McLaren, già celebre manager dei Sex Pistols, prima di diventare lui stesso autore di musica elettronica: «La chip music» ha dichiarato alla rivista Wired, «è il nuovo folk dell'era digitale. I musicisti del microchip rendono attuali vecchi suoni, senza fronzoli e senza bisogno di studi di registrazione o case discografiche. È la generazione del Nintendo che campiona la propria giovinezza, che inventa i propri strumenti, così come avevano fatto i Kraftwerk. È la resistenza. Contro una musica, quella imperante, sempre più uguale a se stessa, schiava com'è di software avanzatissimi che riducono ogni possibile missaggio e sonorità a un semplice clic del mouse». Marco Consoli Fonte ![]()
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