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L'arrivo di Maradona a Napoli (Reuters)
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NAPOLI
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E' tornato, trasformato nel fisico e nella testa, ma a ben
vedere è come se non se fosse mai andato via.
Napoli riabbraccia Maradona, dopo 14 anni, e gli riserva la
stessa accoglienza che gli tributò in quel pomeriggio di luglio
del 1984, quando il San Paolo si riempì all'inverosimile per
salutare l'acquisto del riccioluto talento strappato al
Barcellona. Allora incantò all'istante la folla con un palleggio
prolungato a centrocampo. Il Maradona, edizione 2005, è meno
funambolo ma resta, anche senza il pallone tra i piedi, un
trascinatore. Nel match d'addio di Ciro Ferrara però el Pibe de
Oro non gioca: «Ho un ginocchio fuori uso»
«O MAMMA MAMMA...» - Quando il «pibe de Oro» si affaccia
al balcone del primo piano dell'hotel dove alloggia, la folla va
letteralmente in delirio e la piazza si trasforma nella curva B
dello stadio, con cori tra i quali spicca lo storico «Oh mama,
mama, mama. Sai perché mi batte il corazon? Ho visto Maradona».
Tutti per Diego, come ai bei tempi dei due scudetti, della Coppa
Uefa e della Supercoppa Italiana. C'è Ferrara, che in serata
darà l'addio al calcio giocato, ci sono Zola e Bagni, suo amico
fraterno, che dice: «Dopo 14 anni non era facile tornare. Diego
ha fatto un importante atto d’amore per i suoi tifosi».
LA PACE CON FERLAINO
- E Maradona? Manda baci, si tocca il cuore come a dire «siete
qua dentro». Balla e salta quando parte il coro: «Chi non salta
Ferlaino è...». Il rapporto con il presidente che lo mandò via
nel'91 dopo lo scandalo doping è sempre stato burrascoso. Ma nel
Maradona-day non può mancare il momento toccante.
Capita quando Ferlaino, facendosi largo tra i fischi e i cori di
protesta dei tifosi, giunge al Majestic, intercetta Maradona, lo
saluta e l'abbraccia. Poi il presidente dichiara: «Ho sempre
amato Maradona come tutti i napoletani. Credo possiate
immaginare cosa abbia provato a salutarlo ed abbracciarlo e a
trovarlo in forma. C'è stata qualche litigata ma ci vogliamo
bene».
«NON CE LA FACCIO» -
Arrivato allo stadio San Paolo, Diego ha fatto sapere ai
microfoni di Sky che non avrebbe giocato. «Non gioco perché non
ce la faccio - ha detto l'ex Pibe de oro visibilmente commosso
-. Ho provato a farlo con i miei fratelli, ma ho un ginocchio
fuori uso, e dovrò operarmi. Ma stasera vado in campo con i miei
compagni per essere vicino a Ciro Ferrara». «Provo una
grandissima emozione - ha detto ancora Maradona -: è incredibile
come la gente si ricorda di me. Ferrara se ne va dal calcio, ma
non se ne andrà mai dal nostro cuore, perché è un grande uomo».
Poi Maradona ha fatto promesso: «Stasera non posso - ha detto -
ma è possibile che io torni ancora a Napoli, perché qui voglio
fare un'ultima partita. Alla gente dico un grazie enorme, il
cuore napoletano batte sempre con me, ed il mio con loro».
ESPLODE IL SAN PAOLO
Quando Diego Armando Maradona mette il piede sul
tappeto verde del San Paolo lo stadio esplode letteralmente.
Sulla curva B bengala rossi compongono la scritta «illuminiamo
la nostra storia» spiega sotto un enorme striscione del pibe de
oro con la scritta «the King». Lo stadio è un esplodere di razzi
e di appalusi, sembra la finale di Coppa dei Campioni. I tifosi
per una sera dimenticano che la loro squadra è finita in serie
in C e non per demeriti sporitvi. Ci sono fior di campioni al
San Paolo, ma gli applausi sono tutti per lui, il Re. I cori di
«olè, olè» di «Diego, Diego» si sprecano. La folla è impazzita
di gioia per il ritorno del suo campione. Sugli spalti compare
uno striscione «bentornato Diego, nostro unico amore». Il fumo
ha invaso il campo mentre Diego fa il giro e saluta tutti. A
presentare Diego è stato Ciro Ferrara, che celebra la sua festa
di addio al calcio dopo 500 partite in serie A, ma non ha paura,
e lo ha dichiarato nei giorno scorsi, che la presenza di
Maradona possa oscurare la sua serata.
L'AMICO CIRO Per
presentarlo Ciro Ferrara ha detto: «Adesso voglio presentarvi un
mio amico, un vostro amico, colui che ci ha fatto vincere. Lo
ringrazio con tutto il cuore però - ha detto alle centinaia di
persone che avevano invaso il campo - vi prego di allontanarvi,
se no Diego non esce». Allo stadio assieme a uno striscione che
recita «onore a chi ha scritto la storia della nostra maglia»
c'è chi non dimentica le ingiustizie patite e ripresenta uno
striscione contro «Carraro infame» e «finchè vivrò odierò sempre
la Juve..».