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Alcuni concetti per la programmazione
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Prefazione
In questo introduciamo alcuni concetti che sono
fondamentali per poter entrare nella mentalità di programmatore, ti
consigliamo quindi, se sei interessato all'informatica, di leggerli
attentamente prima di iniziare ad imparare un qualsiasi linguaggio
di programmazione.
Nozioni di base
Un programma non è altro che una sequenza di istruzioni, possiamo
quindi paragonarla ad una ricetta, composta da varie fasi per
ottenere il prodotto finito, ad esempio una torta o una pastasciutta.
I programmi quindi, esistono ancor prima dell'informatica e dei
computer, anche se sono sicuramente molto più semplici ed intuitivi.
Analizziamo ora alcuni punti in comune con tutti i programmi.
Innanzitutto c'è un autore che lo realizza ed un processore che
esegue le fasi che l'autore ha scritto in precedenza. Quando noi
eseguiamo un programma , effettuiamo un processo. Durante il
processo del programma le istruzioni che abbiamo stabilito
solitamente vengono eseguite con l'ordine con cui sono scritte a
meno che non sia scritto esplicitamente di eseguire prima una fase e
poi l'altra. Quindi generalmente sono eseguite in sequenza.
Un programma agisce sempre su degli oggetti, nel caso del computer
gli oggetti non sono tangibile e sono i file. Attraverso il
programma siamo però in grado di visualizzare il suo effetto tramite
il monitor, questo effetto viene chiamato output, mentre i dati che
ci vengono richiesti dal programma durante il suo processo sono
sotto forma di input.
A volte le istruzioni necessitano di una decisione, che dipende dal
tipo di oggetto in uso, ovvero se abbiamo un determinato oggetto il
programma eseguirà l'istruzione in un determinato modo, se abbiamo
un oggetto surrogato la eseguirà in un modo diverso.
In un programma, indipendentemente che si tratti di un programma per
computer o no, le istruzioni possono essere effettuate anche più
volte.
Una nota molto importante è capire la differenza tra programma e
processore. Il programma è statico, e può essere paragonato ad una
ricetta, il processore è dinamico ed è colui che esegue il
programma, ovvero nel nostro esempio colui che mette in pratica la
ricetta, solitamente il cuoco.
E' intuibile capire dopo queste nozioni che il programma è il mezzo
con il quale l'utente, ovvero l'autore, comunica con la
macchina,ovvero il processore. Ogni programma ha però una suo
linguaggio specifico, più o meno complesso. Analizzeremo subito la
struttura di un programma per computer.
Struttura di un programma
Inizialmente i programmi di una trentina di anni fa non erano altro
che una serie di semplici istruzioni che il computer eseguiva con
facilità e in modo diretto. La necessità di realizzare programmi più
complessi divenne così impellente da costringere i programmatori a
dare una struttura ai loro programmi. Questo accadde perché per il
programmatore diventò, a differenza della macchina, difficile
comprendere programmi composti da centinaia di righe di testo,
ovvero istruzioni. Se pensiamo alla matematica la comprensione ci
risulta molto più semplice. Consideriamo l'espressione 5*3+2, una
volta veniva tradotta così: introduci 5, moltiplica per 2 e aggiungi
2. Già con un'espressione un po' diversa potrebbero essere nati
alcuni problemi. Consideriamo l'espressione 5*(5+2). Se noi avessimo
tradotto così: introduci 5, moltiplica per 5 e aggiungi 2 il
risultato sarebbe stato sbagliato, infatti la forma corretta è
introduci 5, aggiungi 2 e moltiplica per 5. Già qui si intuisce che
una scrittura di questo tipo poteva presentare alcuni problemi, ed è
per questo che diventò impossibile la gestione di centinaia di
istruzioni in un programma senza una struttura. I programmatori
hanno allora cominciato a introdurre la forma algebrica, dopo aver
capito che per la macchina questa forma di scrittura non sarebbe
stata un problema. Avevano così risolto il problema della
strutturazione dei dati. A questo punto bisognava affrontare il
problema DECISIONE, che fu risolto con la parola IF, attraverso la
quale si faceva eseguire una operazione prima o dopo di un'a,tra in
base a condizioni prestabilite. Introdussero poi la procedura che
consentì di sostituire ad un gruppo di istruzioni, un semplice nome
che denotava quel gruppo di istruzioni, rendendo semplificato il
programma.
Compilazione ed esecuzione di un programma
A questo punto i programmi possedevano una struttura vera e propria,
che consentirono di facilitare il lavoro dell'uomo, diminuendo le
possibilità d'errore nella realizzazione di un programma. A questo
punto però tradurre i programmi nelle semplici istruzioni eseguibili
dal programma diventò un'impresa ardua. Fu di dovere allora
associare ad ogni linguaggio di programmazione un "semplice"
programma in grado di tradurre le righe di codice (istruzioni),
ovvero un COMPILATORE. Questo programma, oltre ad eseguire il
programma direttamente è in grado di trovare gli errori nella
compilazione del programma. La combinazione del computer con il
compilatore è chiamata quindi MACCHINA VIRTUALE. Per eseguire il
programma il compilatore necessita di un programma SORGENTE, ovvero
l'insieme delle istruzioni e dati di input. Quando viene avviata
l'esecuzione il programma risponde con dei dati di output
visualizzati tramite il monitor. A questo punto avete a disposizione
le nozioni fondamentali per poter imparare a programmare con i più
svariati linguaggi di programmazione. Un nostro consiglio è quello
di iniziare con il pascal ed il c#, semplici ed intuitivi.
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