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4 - Unità didattica 3.4)
- Introduzione alla libreria
standard
Come già accennato più volte,
Java possiede un’enorme e lussuosa libreria di classi standard, che
costituisce uno dei punti di forza del linguaggio. Essa è
organizzata in vari package (letteralmente pacchetti, fisicamente
cartelle) che raccolgono le classi a seconda del campo d’utilizzo. I
principali package sono:
-
java.io
raccoglie classi per realizzare l’input – output in Java
-
java.awt
raccoglie classi per realizzare interfacce grafiche, come ad
esempio la classe Button
-
java.net
contiene classi per realizzare connessioni come ad esempio la
classe Socket
-
java.applet
oltre
a tre interfacce, vi è contenuta l’unica classe Applet che ci
permette di realizzare applet
-
java.util
raccoglie classi d’utilità come la classe Date
-
java.lang
è il
package che contiene le classi nucleo del linguaggio come ad
esempio la classe System e la classe String.
- Il comando
import:
Per utilizzare una classe della
libreria all’interno di una classe che abbiamo intenzione di
scrivere, dobbiamo prima importarla. Supponiamo di voler utilizzare
la classe
Date del package
java.util. Prima di
dichiarare la classe in cui abbiamo intenzione di utilizzare
Date
dobbiamo scrivere:
import
java.util.Date;
oppure, per importare tutte le
classi del package
java.util:
import
java.util.*;
N.B.: di default, in ogni file
Java è importato automaticamente tutto il package
java.lang,
senza il quale non potremmo utilizzare classi fondamentali quali
System e
String.
Notiamo che questa è una delle caratteristiche che rende Java
definibile come "semplice". Quindi, nel momento in cui compiliamo
una classe Java, il compilatore anteporrà il comando:
import
java.lang.*;
alla dichiarazione della nostra
classe.
Il lettore noti inoltre che
l’asterisco non implica l’importazione anche delle classi
appartenenti ai "sottopackage" (esemio
import java.awt.* non
implica l’import di
java.awt.event.*).
- La classe
String:
In Java le stringhe, a
differenza della maggior parte dei linguaggi di programmazione, non
sono array di caratteri (char),
bensì oggetti. Le stringhe, in quanto oggetti, dovrebbero essere
istanziate con la solita sintassi tramite la parola chiave
new.
Java però, come fa spesso, semplifica la vita del programmatore,
permettendogli di utilizzare le stringhe, come un tipo di dato
primitivo ("Java è semplice"). Per esempio, possiamo istanziare una
stringa nel seguente modo:
String
nome="Mario Rossi";
Ciò è equivalente a scrivere:
String
nome=new String("Mario Rossi");
In questo secondo caso abbiamo
anche sfruttato il concetto di costruttore introdotto nel precedente
modulo.
Per assegnare un valore ad una
stringa bisogna che esso sia compreso tra virgolette, a differenza
dei caratteri per cui vengono utilizzati gli apici singoli.
N.B.: anche in questo caso
possiamo sottolineare la semplicità di Java. Il fatto che ci venga
permesso di utilizzare una classe così importante come
String,
come se fosse un tipo di dato primitivo, ci ha permesso di
approcciare ai primi esempi di codice senza un ulteriore "trauma",
che avrebbe richiesto inoltre l’introduzione del concetto di
costruttore.
N.B.: il fatto che
String sia una
classe ci garantisce una serie di metodi di utilità, semplici da
utilizzare e sempre disponibili, per compiere operazioni con le
stringhe. Qualche esempio: sono i metodi:
toUpperCase()
che restituisce la stringa su cui viene chiamato il metodo con ogni
carattere maiuscolo (ovviamente esiste un
toLowerCase()),
trim()
che restituisce la stringa su cui viene chiamato il metodo ma senza
gli spazi che precedono la prima lettera e quelli che seguono l'utlima,
equals(String)
che permette di comparare due stringhe etc...
N.B.: la classe
String è
chiaramente una classe molto particolare. Un'altra caratteristica
che va sottolineata è che un oggetto
String
è immutabile. I metodi di cui sopra infatti non vanno a modificare
l'oggetto stesso, ma, semmai, ne restituiscono un altro. Per esempio
le seguenti righe di codice:
String a = “claudio”;
String b = a.toUpperCase();
System.out.println(a); // a rimane immutato
System.out.println(b); // b è la stringa maiuscola
produrrebbero il seguente
output:
claudio
CLAUDIO
- La documentazione del
J.D.K.:
Per conoscere la classe
String,
e tutte le altre classi, basta andare a consultare la
documentazione. Aprire il file "index.html" che si trova nella
cartella "Docs" del J.D.K., cliccare sul link "Java 2 Platform
Specification". Se non trovate la cartella fate una ricerca sul
vostro disco rigido. Potreste infatti averla installata in un’altra
directory. Se la ricerca fallisce procuratevi la documentazione (
www.java.sun.com ), o iniziate a studiare un altro linguaggio di
programmazione. È assolutamente fondamentale che il lettore inizi da
subito la sua esplorazione e conoscenza della documentazione. Il
vero programmatore Java, infatti, ha grande familiarità con essa, e
sa sfruttare la sua facilità di consultazione nel modo migliore. In
questo testo, a differenza di altri, non saranno affrontati
argomenti relativi alle classi della libreria standard. Questo per
cinque ragioni essenziali:
1) riteniamo la documentazione
sufficiente
2) molti altri testi lo fanno
già, ed alcuni egregiamente
3) il sito della Sun è fonte
inesauribile di informazioni ed esempi
4) le librerie sono in continua
evoluzione
5) mancanza di tempo
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