07 aprile 2005 SMS della Protezione
Civile. Per enorme afflusso da mercoledì 06 aprile h.22.00 chiuso l'accesso alle
code per il saluto al Papa. Venerdì per i funerali stop al traffico di Roma,
area San Pietro piena: schermi in piazze e Torvergata.Mappa
Grazie
Sua Santità per tutto quello che ci hai donato in questi 27 anni, e per tutta la
bontà che hai fatto esplodere dentro di noi. Quello che ci porteremo dentro, e
quello che riusciremo a trasmettere agli altri ci farà sentire sempre a te
vicino. L.P.
PRIMA PARTE -
"Vegliate, perchè non sapete in quale giorno il Signore vostro verrà" (cf. Mt
24, 42) queste parole mi ricordano l'ultima chiamata, che avverrà nel momento
in cui il Signore vorrà. Desidero seguirLo e desidero che tutto ciò che fa
parte della mia vita terrena mi prepari a questo momento.
Non so quando esso verrà, ma come tutto, anche questo momento depongo nelle
mani della Madre del mio Maestro: Totus Tuus.
Nelle stesse mani materne lascio tutto e Tutti coloro con i quali mi ha
collegato la mia vita e la mia vocazione. In queste Mani lascio soprattutto la
Chiesa,
e anche la mia Nazione e tutta l'umanità. Ringrazio tutti. A tutti chiedo
perdono. Chiedo anche la preghiera, affinchè la Misericordia di Dio si mostri
più grande della mia debolezza e indegnità.
Durante gli esercizi spirituali ho riletto il testamento del Santo Padre Paolo
VI. Questa lettura mi ha spinto a scrivere il presente testamento.
Non lascio dietro di me alcuna proprietà di cui sia necessario disporre.
Quanto alle cose di uso quotidiano che mi servivano, chiedo di distribuirle
come apparirà opportuno. Gli appunti personali siano bruciati. Chiedo che su
questo vigili don Stanislao, che ringrazio per la collaborazione e l'aiuto
così prolungato negli anni e così comprensivo. Tutti gli altri ringraziamenti
invece, li lascio nel cuore davanti a Dio stesso, perché è difficile
esprimerli.
Per quanto riguarda il funerale, ripeto le stesse disposizioni, che ha dato il
Santo Padre Paolo VI. (qui nota al margine: il sepolcro nella terra, non in un
sarcofago, 13.3.92).
"apud Dominum misericordia et copiosa apud Eum redemptio" Giovanni Paolo pp.
II
SECONDA PARTE -
Roma, 6.III.1979 Dopo la morte chiedo Sante Messe e preghiere 5.III.1990
TERZA PARTE - Foglio senza
data: Esprimo la più profonda fiducia che, malgrado tutta la mia debolezza, il
Signore mi concederà ogni grazia necessaria per affrontare secondo la Sua
volontà qualsiasi compito, prova e sofferenza che vorrà richiedere dal Suo
servo, nel corso della vita. Ho anche fiducia che non permetterà mai che,
mediante qualche mio atteggiamento: parole, opere o omissioni, possa tradire i
miei obblighi in questa santa Sede Petrina.
QUARTA PARTE - 24.II -
1.III.1980 Anche durante questi esercizi spirituali ho riflettuto sulla verità
del Sacerdozio di Cristo nella prospettiva di quel Transito che per ognuno di
noi è il momento della propria morte. Del congedo da questo mondo - per nascere
all'altro, al mondo futuro, segno eloquente (aggiunto sopra: decisivo) è per noi
la Risurrezione di Cristo.
Ho letto dunque la registrazione del mio testamento dell'ultimo anno, fatta
anch'essa durante gli esercizi spirituali - l'ho paragonata con il testamento
del mio grande Predecessore e Padre Paolo VI, con quella sublime testimonianza
sulla morte di un cristiano e di un papa - e ho rinnovato in me la coscienza
delle questioni, alle quali si riferisce la registrazione del 6.III.1979
preparata da me (in modo piuttosto provvisorio).
Oggi desidero aggiungere ad essa solo questo, che ognuno deve tener presente la
prospettiva della morte. E deve esser pronto a presentarsi davanti al Signore e
al Giudice - e contemporaneamente Redentore e Padre. Allora anche io prendo in
considerazione questo continuamente, affidando quel momento decisivo alla Madre
di Cristo e della Chiesa - alla Madre della mia speranza.
I tempi, nei quali viviamo, sono indicibilmente difficili e inquieti. Difficile
e tesa è diventata anche la via della Chiesa, prova caratteristica di questi
tempi - tanto per i Fedeli, quanto per i Pastori. In alcuni Paesi (come p.e. in
quello di cui ho letto durante gli esercizi spirituali), la Chiesa si trova in
un periodo di persecuzione tale, da non essere inferiore a quelle dei primi
secoli, anzi li supera per il grado della spietatezza e dell'odio. Sanguis
martyrum - semen christianorum. E oltre questo - tante persone scompaiono
innocentemente, anche in questo Paese in cui viviamo...
Desidero ancora una volta totalmente affidarmi alla grazia del Signore. Egli
stesso deciderà quando e come devo finire la mia vita terrena e il ministero
pastorale. Nella vita e nella morte Totus Tuus mediante l'Immacolata. Accettando
già ora questa morte, spero che il Cristo mi dia la grazia per l'ultimo
passaggio, cioè la [mia] Pasqua. Spero anche che la renda utile anche per questa
più importante causa alla quale cerco di servire: la salvezza degli uomini, la
salvaguardia della famiglia umana, e in essa di tutte le nazioni e dei popoli
(tra essi mi rivolgo anche in modo particolare alla mia Patria terrena), utile
per le persone che in modo particolare mi ha affidato, per la questione della
Chiesa, per la gloria dello stesso Dio.
Non desidero aggiungere niente a quello che ho scritto un anno fa - solo
esprimere questa prontezza e contemporaneamente questa fiducia, alla quale i
presenti esercizi spirituali di nuovo mi hanno disposto.
QUINTA PARTE - Totus Tuus ego
sum 5.III.1982 Nel corso degli esercizi spirituali di quest'anno ho letto (più
volte) il testo del testamento del 6.III.1979.
Malgrado che tuttora lo consideri come provvisorio (non definitivo), lo lascio
nella forma nella quale esiste. Non cambio (per ora) niente, e neppure aggiungo,
per quanto riguarda le disposizioni in esso contenute.
L'attentato alla mia vita il 13.V.1981 in qualche modo ha confermato l'esattezza
delle parole scritte nel periodo degli esercizi spirituali del 1980 (24.II -
1.III) Tanto più profondamente sento che mi trovo totalmente nelle Mani di Dio -
e resto continuamente a disposizione del mio Signore, affidandomi a Lui nella
Sua Immacolata Madre (Totus Tuus) Giovanni Paolo pp. II.
SESTA PARTE - 5.III.82 In
connessione con l'ultima frase del mio testamento del 6.III 1979 (: "Sul luogo
/il luogo cioè del funerale/ decida il Collegio Cardinalizio e i Connazionali")
- chiarisco che ho in mente: il metropolita di Cracovia o il Consiglio Generale
dell'Episcopato della Polonia - al Collegio Cardinalizio chiedo intanto di
soddisfare in quanto possibile le eventuali domande dei su elencati.
SETTIMA PARTE - 1.III.1985 (nel
corso degli esercizi spirituali). Ancora - per quanto riguarda l'espressione
"Collegio Cardinalizio e i Connazionali": il "Collegio Cardinalizio" non ha
nessun obbligo di interpellare su questo argomento "i Connazionali"; può
tuttavia farlo, se per qualche motivo lo riterrà giusto. JPII.
OTTAVA PARTE - Gli esercizi
spirituali dell'anno.
[per il testamento] 1. Quando nel giorno 16 ottobre 1978 il conclave dei
cardinali scelse Giovanni Paolo II, il Primate della Polonia Card. Stefan
Wyszy½ski mi disse: "Il compito del nuovo papa sarà di introdurre la Chiesa nel
Terzo Millennio".
Non so se ripeto esattamente la frase, ma almeno tale era il senso di ciò che
allora sentii. Lo disse l'Uomo che è passato alla storia come Primate del
Millennio. Un grande Primate. Sono stato testimone della sua missione, del Suo
totale affidamento.
Delle Sue lotte: della Sua vittoria. "La vittoria, quando avverrà, sarà una
vittoria mediante Maria" - queste parole del suo Predecessore, il card. August
Hlond, soleva ripetere il Primate del Millennio.
In questo modo sono stato in qualche maniera preparato al compito che il giorno
16 ottobre 1978 si è presentato davanti a me. Nel momento in cui scrivo queste
parole, l'Anno giubilare del 2000 è già una realtà in atto. La notte del 24
dicembre 1999 è stata aperta la simbolica Porta del Grande Giubileo nella
Basilica di San Pietro, in seguito quella di San Giovanni in Laterano, poi di
Santa Maria Maggiore - a capodanno, e il giorno 19 gennaio la Porta della
Basilica di San Paolo "fuori le mura". Quest'ultimo avvenimento, per via del suo
carattere ecumenico, è restato impresso nella memoria in modo particolare.
2. A misura che l'Anno Giubilare 2000 va avanti, di giorno in giorno si chiude
dietro di noi il secolo ventesimo e si apre il secolo ventunesimo. Secondo i
disegni della Provvidenza mi è stato dato di vivere nel difficile secolo che se
ne sta andando nel passato, e ora nell'anno in cui l'età della mia vita giunge
agli anni ottanta ("octogesima adveniens"), bisogna domandarsi se non sia il
tempo di ripetere con il biblico Simeone "Nunc dimittis".
Nel giorno del 13 maggio 1981, il giorno dell'attentato al Papa durante
l'udienza generale in Piazza San Pietro, la Divina Provvidenza mi ha salvato in
modo miracoloso dalla morte. Colui che è unico Signore della vita e della morte
Lui stesso mi ha prolungato questa vita, in un certo modo me l'ha donata di
nuovo. Da questo momento essa ancora di più appartiene a Lui.
Spero che Egli mi aiuterà a riconoscere fino a quando devo continuare questo
servizio, al quale mi ha chiamato nel giorno 16 ottobre 1978. Gli chiedo di
volermi richiamare quando Egli stesso vorrà.
"Nella vita e nella morte apparteniamo al Signore... siamo del Signore" (cf. Rm
14, 8). Spero anche che fino a quando mi sarà donato di compiere il servizio
Petrino nella Chiesa, la Misericordia di Dio voglia prestarmi le forze
necessarie per questo servizio.
3. Come ogni anno durante gli esercizi spirituali ho letto il mio testamento del
6.III.1979.
Continuo a mantenere le disposizioni contenute in esso. Quello che allora, e
anche durante i successivi esercizi spirituali è stato aggiunto costituisce un
riflesso della difficile e tesa situazione generale, che ha marcato gli anni
ottanta.
Dall'autunno dell'anno 1989 questa situazione è cambiata.
L'ultimo decennio del secolo passato è stato libero dalle precedenti tensioni;
ciò non significa che non abbia portato con sè nuovi problemi e difficoltà. In
modo particolare sia lode alla Provvidenza Divina per questo, che il periodo
della così detta "guerra fredda" è finito senza il violento conflitto nucleare,
di cui pesava sul mondo il pericolo nel periodo precedente.
4. Stando sulla soglia del terzo millennio "in medio Ecclesiae", desidero ancora
una volta esprimere gratitudine allo Spirito Santo per il grande dono del
Concilio Vaticano II, al quale insieme con l'intera Chiesa - e soprattutto con
l'intero episcopato - mi sento debitore. Sono convinto che ancora a lungo sarà
dato alle nuove generazioni di attingere alle ricchezze che questo Concilio del
XX secolo ci ha elargito. Come vescovo che ha partecipato all'evento conciliare
dal primo all'ultimo giorno, desidero affidare questo grande patrimonio a tutti
coloro che sono e saranno in futuro chiamati a realizzarlo. Per parte mia
ringrazio l'eterno Pastore che mi ha permesso di servire questa grandissima
causa nel corso di tutti gli anni del mio pontificato.
"In medio Ecclesiae"... dai primi anni del servizio vescovile - appunto grazie
al Concilio - mi è stato dato di sperimentare la fraterna comunione
dell'Episcopato. Come sacerdote dell'Arcidiocesi di Cracovia avevo sperimentato
che cosa fosse la fraterna comunione del presbiterio - il Concilio ha aperto una
nuova dimensione di questa esperienza.
5. Quante persone dovrei qui elencare! Probabilmente il Signore Dio ha chiamato
a Sè la maggioranza di esse - quanto a coloro che ancora si trovano da questa
parte, le parole di questo testamento li ricordino, tutti e dappertutto,
dovunque si trovino.
Nel corso di più di vent'anni da cui svolgo il servizio Petrino "in medio
Ecclesiae" ho sperimentato la benevola e quanto mai feconda collaborazione di
tanti Cardinali, Arcivescovi e Vescovi, tanti sacerdoti, tante persone
consacrate - Fratelli e Sorelle - infine di tantissime persone laiche,
nell'ambiente curiale, nel Vicariato della Diocesi di Roma, nonchè fuori di
questi ambienti.
Come non abbracciare con grata memoria tutti gli Episcopati nel mondo, con i
quali mi sono incontrato nel succedersi delle visite "ad limina Apostolorum"!
Come non ricordare anche tanti Fratelli cristiani - non cattolici! E il rabbino
di Roma e così numerosi rappresentanti delle religioni non cristiane! E quanti
rappresentanti del mondo della cultura, della scienza, della politica, dei mezzi
di comunicazione sociale! 6. A misura che si avvicina il limite della mia vita
terrena ritorno con la memoria all'inizio, ai miei Genitori, al Fratello e alla
Sorella (che non ho conosciuto, perchè morì prima della mia nascita), alla
parrocchia di Wadowice, dove sono stato battezzato, a quella città del mio
amore, ai coetanei, compagne e compagni della scuola elementare, del ginnasio,
dell'università, fino ai tempi dell'occupazione, quando lavorai come operaio, e
in seguito alla parrocchia di Niegowi", a quella cracoviana di S. Floriano, alla
pastorale degli accademici, all'ambiente... a tutti gli ambienti... a Cracovia e
a Roma... alle persone che in modo speciale mi sono state affidate dal Signore.
A tutti voglio dire uno sola cosa: "Dio vi ricompensi" "In manus Tuas, Domine,
commendo spiritum meum" A.D.
17.III.2000.
Il Papa, nel 2000 pensò alle dimissioni
Nel
2000 era pronto a dimettersi. E' stato reso noto il testamento di Giovanni
Paolo II, tanto atteso perché si presumeva che contenesse disposizioni
sulla sepoltura e sulla nomina di un cardinale in pectore. Ma già dai
giorni scorsi si sapeva che tali disposizioni non erano contenute nel
documento. Scritto in lingua polacca e tradotto in italiano, il documento
non riporta disposizioni relative al lascito di beni. "Vegliate, perché
non sapete in quale giorno il Signore nostro verrà": inizia così il
testamento nel quale si legge poi il desiderio di essere tumulato nella
terra e non in un sarcofago. Nel 1982 il papa considerò anche la
possibilità che i suoi funerali si svolgessero in Polonia, ma nel 1985
lasciò ogni decisione sulle esequie al collegio cardinalizio, che se
avesse voluto avrebbe potuto consultarsi con i "connazionali" polacchi.
I problemi dopo la
caduta del comunismo - Nel suo testamento, Giovanni Paolo II scrive
che "la caduta del comunismo ha portato con sé altri problemi". Oltre al
ricordo di vescovi, credenti di altre religioni e confessioni (gli unici
due viventi sono il rabbino Toaff e Stanislao), e del mondo della cultura,
della scienza e della politica, c'è anche
un ricordo per i
giornalisti. "rappresentanti del mondo della cultura - scrive -
della scienza, della politica, dei mezzi di comunicazione sociale": sono
anch'essi "abbracciati con grata memoria".
Bruciare i suoi
appunti - Il Pontefice, nel suo testamento, non lascia alcun bene
in eredità, chiede che i suoi appunti personali vengano bruciati da don
Stanislao Dziwisz, scrive che grazie alla "provvidenza divina" la guerra
fredda è finita senza il "violento conflitto nucleare". Il Papa scrive che
sempre la "Divina Provvidenza" lo ha "salvato in modo miracoloso dalla
morte", che nell'81 il Signore gli ha "prolungato la vita, in un certo
senso me l'ha donata di nuovo".
Tutto questo mentre Roma sembra reagire ottimamente all'invasione dei
pellegrini provenienti da tutto il mondo per salutare Giovanni Paolo II.
Sarebbero già due milioni ha detto Bertolaso. "Abbiamo
superato i due milioni di pellegrini e credo che dopo la
conclusione dei funerali potremmo tirare delle somme importanti" ha detto
il commissario straordinario per l'organizzazione dei funerali del Papa
sottolineando che ieri è stata la giornata "più critica". "Ieri in certi
momenti - ha spiegato - abbiamo avuto delle preoccupazioni. Oggi sta
andando molto meglio".