Televisore,
plasma o videoproiettore ?
Senza dubbio la
maggioranza di coloro che intendono creare
un impianto HT nel loro appartamento,
sceglieranno l'acquisto di un televisore di
buona qualità rispetto ad un videoproiettore
o ad un televisore al plasma per tre
principali ragioni: il prezzo elevato
d'acquisto, la difficile sistemazione di
tali apparecchi negli appartamenti e l'alto
costo di mantenimento e manutenzione.
I sistemi attuali di proiezione sono
quattro: tritubo, a cristalli liquidi (LCD),
Liquid Crystal on Silicon (LCoS), e a
micro-specchi (LDP).
I prezzi dei videoproiettori e dei
televisori al plasma sono, purtroppo, ancora
proibitivi anche se ultimamente c'è la
tendenza verso il ribasso: si va dai 2000
Euro ai 10.000 Euro circa per i modelli più
evoluti, definiti, luminosi e sofisticati.
Fino a qualche anna fa le dimensioni dei
videoproiettori LCD, DLP e soprattutto
tritubo destinati alla vendita nelle case,
erano molto ingombranti, oggi finalmente si
dispone di apparecchi LCD e DLP di
ridottissime dimensioni e di buone capacità;
ma il grande ostacolo di questi apparecchi è
dovuto all'enorme prezzo delle speciali
lampade che "saltano" dopo circa 3.000 ore
di utilizzo.
Le lampade utilizzate dai videoproiettori
LCD e DPL sono di due categorie: ai vapori
di metallo e allo xeno; questi ultimi sono
da preferire perchè nell'intero arco di
vita, offrono sempre luce bianca e
luminosisima a differenza delle altre ai
vapori di metallo che tendono ad
affievolirsi man mano che invecchiano.
I videoproiettori in commercio offrono
notevoli possibilità di connessione, sono
molto versatili, accettano ingressi in
video-composito, in supervideo (Y/C) e in
VGA, per collegare computer.
Televisori a
tubo catodico
Il
televisore deve essere grande in base
all'ambiente in cui si intende creare
l'impianto, ma comunque mai al di sotto dei
29 pollici, con uno schermo 16:9 per
sfruttare i vari formati e rapporti video
dei DVD, 100Hz per stabilizzare le immagini
e schermo FLAT che migliora la visione e
offre una migliore definizione dell'immagine
dovuta ad una tecnologia molto più
sofisticata in fase di costruzione. La
tecnologia a tubo catodico è al suo massimo
potenziale e a causa delle massime
dimensioni raggiunte e alla dissipazione di
energia non è ragionevole pensare al un
ulteriore significativo sviluppo di questa
tecnologia.
In caso non si abbia la possibilità di
acquistare un apparecchio con queste
caratteristiche per ragioni di spazio,
consigliamo vivamente un TV 4:3 con
possibilità di adattamento al formato
anamorfico 16:9 (quindi con l'effetto
"schiacciamento" verticale).
I televisori
al plasma.
Questa
tecnologia ha permesso di ottenere uno
schermo da cinquanta pollici profondo solo
una decina di centimetri e leggero quanto
basta per poterlo appendere al muro come un
quadro. Questi schermi non sono una novità
ed in passato soffrivano del difetto di una
forte dominanza di colore arancione, tipica
tendenza del gas neon e di una definizione
insufficiente; oggi invece si costruiscono
dei TV al plasma grandi, con pixel piccoli e
ben calibrati cromaticamente.
Per creare l'immagine sullo schermo, ogni
singolo pixel è costituito da una cella
composta da due elettrodi e da un
quantitativo di gas neon imprigionato tra
loro. Le pareti delle cella sono rivestite
di fosforo e quando gli elettrodi inducono
un campo elettrico nel gas questo reagisce
emettendo energia luminosa che ha la potenza
necessaria per eccitare il fosforo colorato
e renderlo a sua volta luminescente.
Ma con l'utilizzo del gas nasce un problema
non secondario: quanto tempo può durare
questo gas imprigionato prima che si
esaurisca all'interno di queste celle?
...oggi si parla di una vita media di
12.000-15.000 ore, dopo il quale lo schermo
risulterà inguardabile. Sarà possibile in
futuro ricaricarli, e a quale costo?
Più recentemente si è passati alla
tecnologia PDP (Plasma Display Panel), dove,
in due matrici sovrapposte si trova
imprigionato un gas nobile. Queste due
matrici, una per creare le coordinate
orizzontali e l'altra per quelle verticali,
sono formate da elettrodi che, attivandole
in determinate coordinate, creano, nel punto
di incontro, un campo magnetico che eccita
il gas che, a sua volta, diventa plasma
producendo luminescenza. Tutto questo viene
ripetuto in tutti i possibili punti di
incontro dello schermo alla velocità tale da
formare l'intera immagine in un 25esimo di
secondo. Il risultato è un'immagine
perfettamente stabile, che non necessita di
una scansione doppia come nel caso della
riproduzione su CRT (scansione pari e
scansione dispari delle linee orizzontali),
e che deve la sua brillantezza solo alla
luminosità utilizzata dal PDP.
I
videoproiettori a tritubo catodico (CRT)
sono la prima
generazione di
questi
apparecchi, luminosi, professionali, molto
definiti (risoluzione che si spinge a 625
linee verticali e 500 orizzontali) e possono
raggiungere dimensioni di schermo davvero
enormi.
Sono molto versatili con gli ingressi video,
accettano ingressi in video-composito, RGB,
supervideo (Y/C) e in VGA, per collegare
computers.
Gli svantaggi principali di questi
apparecchi sono dovuti alla difficoltà di
installazione e alla taratura, oltre che dai
costi elevati di manutenzione dovuti alle
varie ritarature che devono essere fatte
periodicamente (ogni due anni circa). A
tutt'oggi nel mondo professionale, questi
apparecchi sono gli indiscussi numeri uno.
I
videoproiettori a cristalli liquidi (LCD)
ultimamente
sono molto definiti, di grande schermo e
molto luminosi.
Enorme vantaggio degli LCD è quello di non
necessitare assolutamente di alcuna
taratura, di avere un ingombro molto ridotto
e un peso contenuto, tanto da farne persino
degli oggetti "portatili".
Lo svantaggio è che la luminosità della
lampada non viene sfruttata al massimo per
via dei tre pannelli LCD (RGB) che la luce è
costretta a filtrare, determinando un
leggero decadimento della luminosità e
l'impossibilità di ottenere grandissimi
schermi, per questo è necessario adottare
lampade più potenti, più costose e che
consumano più elettricità.
Tutto sommato è una categoria di prodotti
molto valida mirata ad una utilizzo home e
semi-professionale. Lo svantaggio principale
è il costo molto alto delle lampade che
hanno una vita media di 3.000 ore ed un
prezzo, talvolta superiore ai 500 Euro.
Il prezzo di questi apparecchi ultimamente
stà abbassandosi vertiginosamente, trovando
qundi validi proiettori a prezzi inferiori
ai 3.000 Euro.
Il
videoproiettore ai cristalli siliconici (LCoS)
è la grande novità e la
rivoluzione nel mondo dei videoproiettori.
Il modello disponibile sul mercato è l'Hitachi
CP-SX5500 ed è stato realizzato per ottenere
una risoluzione mai ottenuta: 1.365x1.024 e
1500 Ansi Lumen.
Il problema principale dei videoproiettori
LCD è sempre stato la difficoltà di
aumentare la risoluzione senza peggiorare la
luminosità dovuta al fatto di fare filtrare
la luce in pannelli a matrice sempre più
fitte.
I pannelli LCD LCoS sono diversi grazie al
fatto di essere più riflessivi che
trasmittenti. Oltre a questo, il cristallo
liquido è inserito tra un substrato di vetro
e un substrato in silicio anziché, come
tradizionalmente avviene, di vetro. Questo
substrato di silicio inferiore presenta una
superficie a specchio che riflette la luce,
mentre i circuiti di comando anziché
sporgere, sono integrati con precisione
sotto la sua superficie. In questo modo si
ha la possibilità di avvicinare
ulteriormente i cristalli liquidi eliminando
il cosiddetto effetto "chicken-wire",
ottenendo immagini simili a quelli di una
pellicola.
I
videoproiettori a micro-specchi LDP
esteticamente identici a quelli
LCD,
sono di nuova generazione, anche se
esistenti da un pò di anni.
I vantaggi sono l'incredibile luminosità che
viene sfruttata al massimo dalla potente
lampada ai vapori di metallo oppure allo
xeno, la definizione molto elevata, la
saturazione elevata dei colori ed il
bassissimo rumore video di sottofondo.
Esistono due tipologie di proiettori DLP: a
singolo chip o a tre chips DMD; il miglior
risultato assoluto lo ottiene il 3 chips, ma
a livello amatoriale è economicamente
inaccessibile.
Gli svantaggi principali sono il prezzo,
molto superiore rispetto ai suoi concorrenti
ed un fastidioso effetto "ARCOBALENO" per
quelle persone che riescono a vederlo.
Il
sistema che questi proiettori utilizzano per
creare le immagini è molto differente
rispetto agli altri apparecchi; un grosso
chip, chiamato DMD è posizionato davanti
all'ottica e questo è costituito da svariate
centinaia di migliaia di specchietti
microscopici che riescono a riflettere la
luce verso il gruppo ottico oppure a
defletterla. Un disco colorato con tre
colori (rosso, verde, blu) diviso in tre
fette uguali è posizionato per un lato tra
il chip e l'ottica e gira a forte velocità.
Un sistema computerizzato sincronizza le tre
fasi del processo: il disco colorato girando
a lato dell'ottica, ha la possibilità di
filtrare la luce ad intervalli regolari uno
dei tre colori; a seconda del colore, il
computer posizionerà gli specchietti in modo
tale da puntare nella giusta direzione i
fasci di luce necessari alla creazione dei
colori delle immagini che verranno
prontamente proiettati. Questo processo
viene ripetuto per tutte le tre fasi.
Sfruttando il difetto del nostro occhio di
persistenza della luce avremo come risultato
un'immagine a colori perfettamente stabile,
senza accorgerci di questa singolare
scansione. Alcuni di noi però notano questo
artifizio e lo considera molto fastidioso.
Se siete quindi degli aspiranti acquirenti
di questo apparecchio, accertatevi che non
siate tra le persone che notano questo
effetto fastidioso.
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