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Gli attacchi dei pirati informatici
lanciati il mese scorso dalla Russia e le falle emerse di recente su
Internet Explorer - il programma creato dalla Microsoft per la navigazione
sulla rete - cominciano a erodere il dominio sul web della società fondata
da Bill Gates. Pur rimanendo ancorata ad un controllo quasi assoluto del
mercato dei browser, la casa di Redmond ha perso nel mese di luglio una
fetta dell'1%, dopo aver ceduto la medesima percentuale a giugno. In
sessanta giorni la quota di mercato di Internet Explorer è passata dal 95%
al 93%: una piccola breccia nel suo dominio a favore di concorrenti come
Opera Software e, soprattutto, Mozilla, il programma gratuito e
open-source, tra i più graditi dagli Internauti.
Il suo successo - l'Università di Boston ha consigliato
ai suoi 40.000 studenti di passare a Mozilla per evitare spiacevoli
intrusioni di corsari della rete - rappresenta anche una sorta di
rivincita per Netscape, il primo browser comparso sulla scena e spazzato
via, in breve tempo, dalla maggiore disponibilità economica di Microsoft:
molti dei programmatori di Netscape, infatti, lavorano per Mozilla e per
il suo software Firefox.
Lo spostamento di molti utenti verso browser alternativi
a Internet Explorer, così come l'utilizzo sempre più massiccio del sistema
operativo Linux, rappresenta una delle nuove frontiere della rete e il
segno del timore, da parte dei navigatori, di incappare nelle trappole
tese dagli hacker alle grandi società, capaci - a cascata - di toccare
anche i loro interessi. Secondo uno studio condotto alla metà di luglio
dal Sans Institute Internet Storm Center (associazione americana attiva
nella lotta alla pirateria sulla rete), avrebbero fatto la loro comparsa
su Internet diversi trabocchetti informatici decisamente pericolosi (e in
grado di sfruttare le falle di Microsoft), come false pubblicità 'pop-up'
le quali scaricano sui computer un programma che spia le mosse degli
utenti e registra tutte le chiavi di accesso ad una cinquantina di
istituzioni finanziarie a livello mondiale. Grazie ad alcune buchi nei
sistemi di controllo di Internet Explorer, il programma cattura le
informazioni d'accesso e le gira ad un altro sito web, prima che gli
istituti in questione possano intervenire.
Una vicenda poco rassicurante sulla quale sta
investigando anche la sezione dell'Fbi dedicata al cybercrimine.
500 dollari sonanti, questa la taglia che Mozilla ha
messo sui propri bug. Si tratta di una vera e propria taglia: chi scova un
bug e lo presenta a Mozilla riceverà in cambio la cifra promessa, a tutto
vantaggio sia dello scopritore, sia dell'azienda che sulla sicurezza del
proprio prodotto intende ergere la propria battaglia contro Internet
Explorer.
Il programma che definisce i dettagli dell'esperimento,
ideato e portato avanti dalla collaborazione congiunta di Linspire e Mark
Shuttleworth, è il Mozilla Security Bug Bounty Program. Ai fini della
consegna della "taglia" la falla trovata dovrà essere giudicata "Critical"
dalla stessa Mozilla Foundation. I primi 10 bug rientranti nel progetto
saranno ricompensati grazie alla donazione di 5.000$ operata dalla
fondazione Shuttleworth.
Le varie segnalazioni dovranno giungere all'apposita
pagina predisposta sul sito Mozilla. I vertici del gruppo Mozilla
sottolineano come la simbolica cifra di 500$ non abbia alcuna pretesa di
diventare un incentivo a trasformare i propri utenti in debugger a tempo
pieno: la cifra intende essere semplicemente un ringraziamento a chi, in
pieno spirito open source, contribuisce allo sviluppo ed alla crescita dei
dispositivi Mozilla, a partire dal browser fino al client mail Thunderbird.
Il Mozilla Security Bug Bounty Program sembra essere
messo subito alla prova: in data odierna viene segnalata da Secunia con
bollettino SA12204 una falla «Highly critical» che colpisce sia Mozilla
che Netscape. La falla, la cui scoperta è firmata "zen-parse", può essere
colpita tramite apposito codice Javascript. La curiosità ora è lecita:
"zen-parse" si sarà guadagnato 500$? |