Gli scienziati australiani tentano di modificarne le proteine
Infarto, il veleno
di serpente ci salverà
di LUIGI BIGNAMI
ROMA - Trovarselo di
fronte e sapere che si tratta di un Inland Taipan è un'esperienza
scioccante. Si tratta infatti, di un serpente lungo un paio di metri,
ma il suo veleno è il più mortale al mondo. È 50 volte più potente del
veleno del cobra. Se si è morsicati si muore in pochissimi secondi,
non c'è tempo per iniettarsi un antidoto. Ma Bryan Fry, un biologo
dell'Università di Melbourne, ha un rapporto del tutto particolare con
questo serpente. Egli infatti, lo va a cercare negli anfratti più
nascosti, lo cattura, lo porta nel suo laboratorio e dai suoi potenti
denti estrae il potentissimo veleno. Perché lo fa? Per capire come si
è evoluto il veleno dei serpenti da 60 milioni di anni fa ad oggi, ma
soprattutto ha un obiettivo preciso: quello di trovare una medicina
che curi l'infarto.
Fino pochi anni or sono le ricerche sui veleni procedevano lentamente,
perché lo studio di ciascuno di essi richiedeva tempi molto lunghi.
"Tutto è cambiato nel giro di pochi anni. Prima impiegavo mesi per
studiare 2 o 3 sequenze di proteine, ora in un mese posso sequenziarne
oltre 2000", spiega Fry. Merito dell'Human Genome Project. Spiega
Alejandro Rooney, ricercatore molecolare del National Center for
Agricolture Utilization Research in Peoria, che collabora a questa
ricerca: "Oggi è possibile identificare tutti i geni che sono attivi
nelle ghiandole velenifere e leggere il loro Dna in poco tempo. In
questo modo abbiamo potuto scoprire che i serpenti sono riusciti a
cooptare proteine provenienti da tutto il corpo e trasformarle in
veleno".
Esiste una grande varietà di serpenti velenosi (molti di più di quelli
che si pensava) e ciascuno produce una tossina che va a colpire o
disabilitare una specifica zona o funzione dell'organismo attaccato.
Per questo motivo gli scienziati supponevano che la tossina derivasse
dalle cellule dello stesso organo che poi sarebbe andato ad aggredire.
Invece dagli studi dei ricercatori australiani è emerso che le tossine
velenose nascono da mutazioni di proteine provenienti da tutto il
corpo.
Il veleno dell'Inland Taipan è molto interessante. Esso si è evoluto
da una famiglia di proteine note come peptici natriuretici, che,
nell'uomo, ma anche nei serpenti, hanno il compito di rilassare i
muscoli attorno al cuore. L'Inland Taipan ha modificato tale proteina
fino a far sì che una volta iniettato nella preda l'aorta si rilassa
del tutto e smette di contrarsi. La preda muore per un abbassamento
totale della pressione arteriosa. "Se si capisse come questa proteina
si è modificata se ne potrebbe fabbricare una per curare le arterie
dell'uomo troppo congestionate e che possono causare problemi
cardiovascolari mortali", spiega Elazar Kochva, zoologa alla Tel Aviv
University che ha collaborato alla ricerca. La cattura del prossimo
Inland Taipan potrebbe portare dunque, all'eliminazione di una delle
malattie più mortali per l'uomo della civiltà industrializzata.






