120 immagini spettacolari raccontano il nostro pianeta. Boom di
visitatori: «Ti senti solo davanti al mondo», dice una signora
Potere del
passaparola. Inaugurata il 10 settembre, alla presenza del
fotografo di fama mondiale ma inspiegabilmente senza pubblicità,
la mostra di Yann
Arthus-Bertrand «La Terra vista del cielo», 120 immagini di 2
metri per 1.50, allineate lungo il percorso pedonale di via Dante e via
Mercanti, fino a piazza Duomo, ha incantato la città. Sfidando il gelo
improvviso, i visitatori aumentano di giorno in giorno. Molti poi
tornano di sera con amici e parenti. «
Perché
vista con le luci dei lampioni la mostra è ancor più suggestiva.
Ti senti solo davanti al mondo», dice Adelia Piva, accompagnata dal
marito Roberto.
La Terra vista del cielo clicca su
una foto
Che la mostra fosse aperta 24 ore su 24 Arthus-Bertrand, il fotografo
naturalista francese che da quando si è messo in testa di fotografare la
Terra non ha mai smesso di volare in elicottero con la sua Canon Eos-1,
lo aveva posto come condizione.
Così in Francia
nel 2000 lanciò la moda della mostra di strada. Da allora le sue
foto sono state viste da 40 milioni di persone. «A me piace il cuore di
Voh. Lo ha disegnato la natura. È uguale a quello degli uomini», dice
Edoardo Colombo, 8 anni, IV elementare di via Passerini, incantato
davanti alla gigantografia in piazza Cordusio. Poi legge la didascalia
ad alta voce ai compagni: «Si trova in Nuova Caledonia, vicino
all'Australia».
Scattate da un'altezza tra i 30 e i 300 metri, le foto sono accompagnate
da un testo che ne svela i retroscena. «Siamo sulla Terra da 6
milioni di anni ma solo da 50 l'uomo può distruggere l'ambiente», si
legge sotto la foto della morte del mare di Aral.
Ha ragione monsieur Arthus-Bertrand,
viste con gli
occhi dei ragazzi le foto sono più emozionanti. «La gente crede
che il momento più bello sia lo scatto in volo. Ma lì vince lo stress —
spiega —. Niente mi tocca di più di una scolaresca con la maestra di
fronte alle mie immagini». Forse sarebbe felice anche di vedere Sergio,
Federica, Luana, Viola e Monica, tutti tra i 17 e i 18 anni, che hanno
bigiato la scuola (Pasolini e Caterina da Siena) e se ne stanno qui a
commentare. O di conoscere Giuliana Monguzzi, che ha scoperto la mostra
per caso ed è tornata con i suoi alunni, la V classe della Elementare
Vallarsa. «È
esaustiva anche dal punto di vista geografico», dice filmando con
la videocamera i ragazzi che fanno la ruota sulla cartina del mondo
stesa come un tappeto in piazza Cordusio. «Perché Vasco de Gama non è
passato dallo Stato di Gibilterra»? Chiede la maestra. «Perché non c'era
il Canale di Suez», risponde un ragazzo paffuto al centro del mondo
steso sull'asfalto. Risposta esatta. Arthus-Betrand sottoscrive. «Fare
fotografia aerea è un po' come fare geografia.
Da lassù vedi tutto
quello che impari a scuola. Hai l'impressione di volare sulla
mappa del mondo».
Chi
è Yann Arthus-Bertrand
LEGIONE D’ONORE
Yann
Arthus-Bertrand, francese, nasce nel 1946. La sua famiglia fabbrica
medaglie per la Legione d'Onore di cui il fotografo sarà insignito
L’UNESCO
Nel 1995, sotto
il patrocinio dell’Unesco, intraprende il progetto che gli sta più a
cuore: la Terra vista dall’alto.
DOVE E COME
«La Terra vista
del cielo», 120 immagini lungo il percorso pedonale di via Dante e via
Mercanti, fino a piazza Duomo. In piazza Cordusio ci sono 45 pannelli in
rilievo che riproducono le immagini per i non vedenti create da Alain
Mikli. Accanto, la tenda di Atrium con i cataloghi e il filmato del
backstage. Info:
www.yannarthusbertrand.org e
www.laterravistadalcielo.it
La mostra è un evento presentato da CANON in collaborazione con ATRIUM /
Comunicazione Ambiente