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Terremoto nella Silicon
Valley
Scoperto per caso Google
Base
Un
programmatore scopre un sito
riservato del motore di
ricerca e si sfiora
l'incidente diplomatico
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MOUNTAIN VIEW,
(Stati Uniti) –
Forse Tony Ruscoe, programmatore
britannico, non immaginava
quanto scalpore il suo software
avrebbe creato. Con un programma
di sua invenzione ha colto in
fallo l'azienda hi-tech più
quotata del momento, scoprendo
un sito di test sotto il dominio
di Google che non doveva ancora
essere reso pubblico.
All'indirizzo base.google.com è
stata visibile per qualche ora
una demo di Google Base, «Un
database online in cui puoi
inviare qualunque tipo di
contenuto» – secondo la
definizione che si leggeva sulla
pagina.
UN CASO
DIPLOMATICO –
«Stiamo semplicemente studiando
nuovi modi per permettere alle
persone di inviare a Google i
loro contenuti – hanno
dichiarato da Mountain View una
volta scoppiato il caso – ma al
momento, sorry, non abbiamo
niente da annunciare». E in
effetti niente di più è stato
detto dai manager della società
californiana. Il tono dimesso di
Brin e Page non ha impedito la
folle rincorsa nella blogosfera
di speculazioni e ipotesi sul
progetto e sui possibili scenari
che ne deriveranno. Il nodo
cruciale è che nella pagina web
in questione si vedeva
chiaramente un modulo per
immettere i dati di un oggetto
da vendere, con prezzo,
fotografie e descrizione. Ma se
Google intende creare un
database online di compravendita
– per di più gratuito – si mette
in diretta concorrenza con eBay,
attualmente il più grande sito
di aste online. La cosa potrebbe
avere conseguenze sgradevoli
perché oggi eBay è uno dei
principali inserzionisti del
motore di ricerca. Un pasticcio.
DI TUTTO, DI PIÙ
–
In realtà il progetto va ben
oltre la creazione di un sito di
e-commerce e scambi tra utenti
e, rispecchiando la ormai famosa
visione del mondo di Google,
pensa in grande. Gli utenti sono
invitati a inviare più o meno
qualunque cosa, da uno studio
sulla struttura delle proteine a
una ricetta per fare il pollo
alla tailandese. Nelle
condizioni d'utilizzo, Google
Base precisa che dal momento che
il materiale viene inviato, la
società californiana potrà farne
quello che vuole: riprodurlo,
modificarlo o pubblicarlo con o
senza riferimento all'autore. I
materiali dovrebbero poi essere
richiamati a seconda della
ricerca immessa nel motore,
comparendo nella colonna di
destra insieme ai link
sponsorizzati. La formula su cui
si punta a Muntain View sembra
in fondo sempre la stessa:
grandi numeri, partecipazione
degli utenti, potenza di ricerca
e pubblicità contestuale. E a
quanto pare è una formula
temibile, visto che il titolo di
eBay in seguito a questa
improvvisa rivelazione ha perso
in borsa il 5%.
Francesca Martino
26 ottobre 2005
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