Il capitano giallorosso si sposerà il
19 giugno con Ilary Blasi Addio al celibato a Totti: 400
gli invitati Il buffet a Villa Miani. Tra gli invitati,
Andreotti, Baglioni, Fiorella Mannoia e Sabrina Ferilli (e
100 guardie del corpo)
Giulio Andreotti, entra a Villa Miani, a monte Mario, a
Roma alla festa d'addio al celibato di Totti (Ansa)
ROMA - L’ultima ad arrivare, Sabrina Ferilli, alle dieci e
mezzo di sera. Lo strip al Circo Massimo ormai solo un
ricordo. Stavolta è elegantissima: come tutti gli altri,
del resto. Festa di addio al celibato, ieri, per Francesco
Totti, 400 invitati a Villa Miani, luogo per miliardari,
una terrazza con vista mozzafiato sulla Città Eterna.
Il campione della Roma e della Nazionale è vestito Armani:
completo nero, camicia bianca, emozionato come alla
vigilia di un derby. Al suo fianco, Ilary Blasi, la
promessa sposa, ormai al quinto mese di gravidanza, con un
abito color rosa antico che la fa sembrare ancora più
bella e delicata. Cerimonia blindata: quasi 100 guardie
del corpo circondano la villa per impedire a cronisti e
fotografi di avvicinarsi. Perquisite perfino le ambulanze
e i camioncini dei fiori e dei gelati. Chi non figura
nella lista in mano ai guardiani all’ingresso non può
entrare: l’ordine è tassativo. Così anche il principe
Carlo Giovanelli, uno dei volti più noti delle notti
romane, resta fuori. Stessa sorte per un signore elegante
che protesta invano di essere «l’onorevole Federici». Non
c’è sulla lista. A casa.
Invitati comunque illustri: c’è il senatore a vita, Giulio
Andreotti, che parlotta su un divanetto bianco e rievoca i
vecchi tempi con Flora Viola, la vedova di Dino,
presidente dello scudetto giallorosso dell’83. C’è Claudio
Baglioni che chiacchiera di musica e concerti insieme a
Fiorella Mannoia; c’è Carlo Verdone, l’unico arrivato in
casco e motorino - tutti gli altri su macchine milionarie
- che scherza con Totti: «Francesco, finalmente stasera
non si soffre». Ci sono anche Gigi Proietti, Lando
Fiorini, Lino Banfi, romanisti doc, ma manca Antonello
Venditti, l’autore forse degli inni più belli della
Magica. «L’invito non mi è mai arrivato», conferma lui al
telefono. La sua assenza è l’unica nota stonata. Erano
attesi, poi, diversi nomi della politica: da Berlusconi a
D’Alema, da Pera a Casini, da Storace a Gasparri. Chi li
ha visti? Di Berlusconi neanche l’ombra, al suo posto in
terrazza solo un giovane imitatore a farne il verso («Mi
consenta...»). Gli ospiti ridono, un complessino suona
musiche etniche ricercate, mentre i cuochi preparano
davanti agli occhi degli invitati squisite prelibatezze di
mare: gamberoni imperiali al Pernod, insalata di granchio,
spigole e champagne, salmone al finocchio selvatico. Il
buffet in giardino riscuote molti consensi. Ci sono anche
il sindaco di Roma Walter Veltroni e il presidente della
Provincia Enrico Gasbarra con la moglie Roberta. E poi
imprenditori che contano come i fratelli Toti, potenti
costruttori. E poi Giancarlo Abete e Giovannino Malagò.
L’ex allenatore romanista Zdenek Zeman anche qui fuma
tantissimo come fa abitualmente in panchina, nessuno però
stavolta protesta con lui, perché la festa si svolge
all’aperto e l’odore del gelsomino ha nettamente la meglio
su quello della nicotina. Numerose le defezioni nel campo
dello sport. Il presidente della Lega Adriano Galliani ha
mandato un fax di scuse. Il presidente della Federcalcio
Franco Carraro ha inviato un biglietto. La Nazionale,
inoltre, è in partenza per gli States e perciò anche
mister Marcello Lippi è rimasto in albergo. E ancora:
niente Buffon nè Del Piero nè Vieri. Ma neppure Cassano e
Montella si vedono. Bruno Conti, l’allenatore, è a casa a
pensare alla finale di Coppa Italia con l’Inter: domenica
all’Olimpico si giocherà l’andata. Il matrimonio vero,
però, si farà domenica 19 giugno, nella suggestiva chiesa
dell’Ara Coeli (Sky Tg 24 si è già aggiudicata l’esclusiva
della diretta) e gli sposini hanno deciso che il compenso
sarà devoluto in beneficenza: servirà ad acquistare
un’ambulanza per cani abbandonati. I tifosi - poche decine
- aspettano fuori Villa Miani per ore, dietro alle
transenne, nella speranza di salutare Totti prossimo
all’altare. Ma anche per loro l’accesso è vietato. La
festa, dentro, va avanti. Giochi di luce nel parco,
atmosfera sfarzosa, non proprio una serata da barzellette.
Fabrizio Caccia
07 giugno 2005 Fonte Le
notizie del Corriere
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