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La storia dal Maggiolino al Dune Buggy
Il Maggiolino è nato nel 1934 quando
Ferdinand Porsche riuscì a materializzare una sua idea fissa:
un'automobile a buon mercato, economica come una motocicletta,
leggera e nello stesso tempo robusta per durare a lungo, con bassi
costi di esercizio e così semplice nella costruzione da poter essere
prodotta su vasta scala. Costruì con successo tre prototipi della
sua auto popolare per conto della NSU, un antica fabbrica meccanica
(1873) nata per la produzione di macchine per maglieria che nel
secolo scorso diversificò l'attività costruendo dapprima biciclette,
poi motociclette ed infine automobili.
L'antenato di quello che poi sarà chiamato Maggiolino era ormai
nato: aveva barre di torsione, motore posteriore, a quattro tempi,
con cilindri contrapposti, raffreddato ad aria, carrozzeria
aerodinamica.
Purtroppo la mancanza di capitali impedì a Porsche la realizzazione
dell'idea che lo martellava da anni.
Il nazionalsocialismo improvvisamente si interessò ai progetti di
Porsche.
A Berlino nel salone dell'auto del 1933, Hitler, ossessionato
dall'idea di emulare gli americani,aveva proclamato il programma
della motorizzazione del popolo tedesco. Era quindi demagogicamente
necessario realizzare un'automobile ad un prezzo contenuto.
Il Führer chiamò Porsche e stabilì le modalità produttive della
VOLKSWAGEN: costruire una prima serie di 50.000 unità al prezzo di
900 marchi l'una.
Nel 1937 presso le officine Daimler-Benz, per ordine della
Cancelleria del Reich, furono costruite 30 vetture che vennero
sottoposte a severe prove secondo un programma di collaudo che
prevedeva una percorrenza, senza pausa, di 80.000 chilometri per
ogni vettura.
Dopo l'auto si rese necessario realizzare una fabbrica che, come
stabilito dal Führer, avrebbe dovuto produrre 500.000 vetture l'anno
impiegando 10.000 operai.
A Wolfsburg nacque una città fabbrica. Gli eventi politici, però,
precipitarono e Porsche fu chiamato a progettare una vettura per
l'esercito che venne prodotta proprio a Wolfsburg, in luogo del
tanto sognato Maggiolino.
Nella primavera del 1945, alla fine della guerra, della fabbrica di
Wolfsburg non ne rimaneva che il40%: tutto il resto era stato
distrutto dai bombardamenti degli alleati.
La zona era stata occupata dalle truppe inglesi che non soltanto
ripristinarono la fabbrica per riparare i propri mezzi, ma ripresero
la produzione bellica della VOLKSWAGEN, per sopperire alle perdite
subite.
La fabbrica, dichiarata preda bellica, fu offerta alle industrie
automobilistiche delle potenze alleate, ma nessuna volle produrre
quel brutto e rumoroso sgorbio che qualcuno aveva osato chiamare
automobile.
Conseguentemente l'autorità inglesi di occupazione dichiararono che
la VOLKSWAGEN non era di interesse economico e quindi la lasciarono
ai tedeschi. |
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