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Il ritmo di
Doom 3 è infatti la prima delle peculiarità di cui si rimane presto
affascinati: incalzante ma mai troppo stressante e senz'altro
degno delle migliori aspettative dei giocatori più esigenti.
Esteticamente, non ha pari al momento.
Di certo Far
Cry e Splinter Cell si avvicinano molto, ma si tratta di
giochi diversi nei contenuti. Far Cry per esempio cercava di stupire
con i magnifici paesaggi caraibici, ma ciò non basta per reggere il
confronto su un piano prettamente tecnico, che mette alla frusta
ogni briciolo di potenza del computer per visualizzare milioni di
poligoni. E che poligoni:
sotto
l'aspetto fotorealistico Doom 3 mozza il fiato, e bisogna
guardare bene in faccia ai nemici per riconoscere il family feeling
con il primo episodio degli anni 90, perché l'evoluzione è stata
così forte che non sembra di avere a che fare con giochi in qualche
modo imparentati.
Non siamo però
di fronte a un titolo impressionante solo per la grafica: se
non ci fosse un'atmosfera davvero speciale, anzi unica, Doom 3
potrebbe considerarsi uno sparatutto come tanti, apprezzabile per
una marcia in più data dal brillante motore grafico: invece è un
gioco di razza che ha fatto e continuerà a fare scuola da ogni
angolo lo si guardi.
L'intelligenza
artificiale può contare su undici anni di esperienza di Id
che, criticata ai tempi del primo Doom, ha capito che un buon gioco
non può trascurare la necessità di non sembrare mai ripetitivo.
Il principale cavallo di battaglia di Doom 3 è
senz'altro il livello di dettaglio impressionante dei mondi e
soprattutto dei minimi particolari: è
un piacere osservare ogni bottone prima di aprire una porta, ma
quando si è per esempio a bordo della monorotaia, il paesaggio
surreale colpisce per quanto e per come si muove realisticamente e
con un senso prospettico raro in un videogioco.
Non ultima per importanza è anche l'illuminazione, base di confronto
per giudicare sviluppatore e prestazioni delle schede grafiche:
contribuisce a creare l'atmosfera adatta a ogni situazione e, di
conseguenza, influenza direttamente l'umore del giocatore, che
rimarrà alternativamente abbagliato dalle esplosioni o brancolante
nella penombra alla ricerca di oggetti e nemici.
Le sensazioni da gioco di razza che trasmette Doom
3 sono completate naturalmente dal
reparto
sonoro, perfettamente compatibile con i sistemi 5.1, che in
pochi attimi riesce a modularsi contestualmente alle situazioni di
gioco: gli effetti sonori sono galvanizzanti quando tutto fila a
nostro favore, ma nei passaggi più intensi, specialmente in
compresenza di tante uccisioni, la fedeltà dell'audio diventa
davvero raccapricciante.
Gli smanettoni
del genere potrebbero tuttavia non approvare pienamente la scelta di
armi troppo futuribili, che pur presentando potenze di fuoco
sempre più devastanti, non ripagano i gusti dei giocatori più
tradizionalisti che amano i rumori tintinnanti delle armi da fuoco
convenzionali.
Se si è interessati al genere e il proprio Pc può sfoggiare buone
performance grafiche,
Doom 3 non può
assolutamente mancare dalla propria collezione. Malgrado
questo, bisogna ricordarsi che tanto realismo in un gioco così
ampiamente insanguinato e violento potrebbe urtare i soggetti più
sensibili d'animo o deboli di stomaco, proprio come un film
dell'orrore.