Prévert
Prévert, Jacques
Prévert, Jacques (Neuilly-sur-Seine 1900 – Parigi 1977), uno dei poeti francesi più popolari del XX secolo e uno dei maggiori sceneggiatori del cinema francese degli anni Trenta e Quaranta. Conobbe André Breton, Raymond Queneau e i surrealisti ed entrò a far parte del loro gruppo, attratto dalla possibilità di un’arte populista. Nel 1928 si distaccò dai surrealisti e fra il 1932 e il 1936 frequentò il Groupe Octobre, una compagnia teatrale di sinistra, e collaborò come sceneggiatore ai film del fratello Pierre, attraverso il quale ebbe l’occasione di conoscere registi come Jean Renoir e Marcel Carné. A quest’ultimo lo legò un lungo sodalizio artistico, tra i cui frutti si ricordano i film Jenny (1936), Il porto delle nebbie (1938), Alba tragica (1939) e Amanti perduti (1945).
La sua notorietà è però legata alla produzione poetica, dove Prévert ha dato libero corso all’immaginazione insolita e allo scherzo popolare, in uno stile vicino alla lingua parlata e alla vita quotidiana, scegliendo per temi l’amore, la libertà , il sogno e la fantasia, la compassione, l’umorismo, la satira contro i potenti, l’avversità per l’oppressione sociale. Anche nei film il suo stile, che è stato definito “realismo poetico”, riusciva a trasmettere un messaggio politico senza perdere il senso dell’umanità individuale.
Tra le sue raccolte di versi di maggiore successo, Parole (1945), La pioggia e il bel tempo (1955), Alberi (1976); in Italia sono state pubblicate, oltre a queste, varie antologie come Le foglie morte (dal titolo di una sua celebre poesia), Poesie d’amore e Poesie. Scrisse fra l’altro opere teatrali e filastrocche per l’infanzia; alcune sue poesie, con la musica di Joseph Kosma e interpretate da Juliette Gréco e Yves Montand, sono entrate nel mito della canzone.
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Jacques Prévert
Jacques Prévert – qui ritratto a Parigi dal famoso fotografo Robert Doisneau – è stato uno dei poeti francesi più popolari del Novecento, anche grazie ai testi di celeberrime canzoni interpreate da Juliette Gréco e Yves Montand, come ad esempio Le foglie morte e Barbara. Fu anche sceneggiatore di alcuni tra i più grandi classici del cinema francese, tra i quali Alba tragica (1939) e Amanti perduti (1945).
Prevert è il mio poeta preferito. Spesso in passato ho recitato le sue poesie in radio. Hanno trasmesso tante emozioni. L.P.
Le sue poesie
Jacques Prévert
Questo Amore
Questo amore
Così violento
Così fragile
Così tenero
Così disperato
Questo amore
Bello come il giorno
Cattivo come il tempo
Quando il tempo e cattivo
Questo amore così vero
Questo amore così bello
Così felice
Così gioioso
Così irrisorio
Tremante di paura come un bambino quando e buio
Così sicuro dì sé
Come un uomo tranquillo nel cuore della notte
Questo amore che faceva paura
Agli altri
E li faceva parlare e impallidire
Questo amore tenuto d’occhio
Perché noi lo tenevamo d’occhio
Braccato ferito calpestato fatto fuori negato cancellato
Perché noi l’abbiamo braccato ferito calpestato fatto fuori negato cancellato
Questo amore tutt’intero
Così vivo ancora
E baciato dal sole
E’ il tuo amore
E’ il mio amore
E’ quel che e stato
Questa cosa sempre nuova
Che non e mai cambiata
Vera come una pianta
Tremante come un uccello
Calda viva come l’estate
Sia tu che io possiamo
Andare e tornare possiamo
Dimenticare
E poi riaddormentarci
Svegliarci soffrire invecchiare
Addormentarci ancora
Sognarci della morte
Ringiovanire
E svegli sorridere ridere Il nostro amore non si muove
Testardo come un mulo
Vivo come il desiderio
Crudele come la memoria
Stupido come i rimpianti
Tenero come il ricordo
Freddo come il marmo
Bello come il giorno
Fragile come un bambino
Ci guarda sorridendo
Ci parla senza dire
E io l’ascolto tremando
E grido
Grido per te
Grido per me
Ti supplico
Per te per me per tutti quelli che si amano
E che si sono amati
Oh sì gli grido
Per te per me per tutti gli altri
Che non conosco
Resta dove sei
Non andartene via
Resta dov’eri un tempo
Resta dove sei
Non muoverti
Non te ne andare
Noi che siamo amati noi t’abbiamo
Dimenticato
Tu non dimenticarci
Non avevamo che te sulla terra
Non lasciarci morire assiderati
Lontano sempre più lontano
Dove tu vuoi
Dacci un segno di vita
Più tardi, più tardi, di notte
Nella foresta del ricordo
Sorgi improvviso
Tendici la mano
Â
Paris at night
Tre fiammiferi accesi uno dietro l’altro nella notte
Il primo per vedere il tuo viso
Il secondo per vedere i tuoi occhi
L’ultimo per vedere la tua bocca
E il buio per immaginarti
Mentre ti stringo fra le mie braccia.