|
1
|
2 |
3
|
4 |
5
|
6
Ci conviene abbandonare gli strumenti cartacei?
L'enorme diffusione del mezzo
informatico ha progressivamente portato alla implementazione di
metodi di catalogazione e contabilizzazione che vanno,
progressivamente, a sostituire il supporto cartaceo. Se valutiamo
con occhio superficiale tale approccio, questa sembra essere
apparentemente la soluzione migliore, liberandoci da tonnellate di
scartoffie. Sulla scia di tale entusiasmo, gli enti comunali e
statali applaudono, e lo stesso ministro attualmente preposto,
annuncia: "Distruggiamo
i documenti cartacei".
Le cose non sono così
semplici e tale ingenuo e superficiale intento innovativo porta a
rischi non indifferenti. Vi spiego perché.
La quasi totalità degli
uffici statali, comunali e privati che negli ultimi tempi hanno
dirottato il loro metodo di archiviazione dati su strumenti
informatici, abbandonando quasi integralmente il supporto cartaceo,
non hanno mai considerato una attenta politica di tutela dei dati di
lavoro.
a) Sovente non
esiste alcun metodo di backup dei dati su unità esterne o
interne;
b) La protezione contro
attacchi in rete locale o Internet è spesso assente;
c) Sistema operativo e dati
utente sono sempre promiscui;
d) Gli stessi tecnici
informatici preposti alla manutenzione delle postazioni non
hanno la competenza e la cultura per prevenire danni cagionati dal
malfunzionamento dei sistemi operativi o dell'hardware.
Non parliamo poi della stragrande maggioranza degli impiegati,
che a stento riescono ad accendere e spegnere il computer.
Spesso le ditte che si occupano di "fare assistenza" (è un
eufemismo) agli enti pubblici o privati, sono solo in grado di
sostituire un PC, allorquando il sistema operativo comincia a dar
problemi. Non importa se in esso sono ricoverati dati importanti.
Vince l'appalto la ditta che offre le tariffe più basse, non
quella che, magari, garantisce metodi innovativi e fermi macchina
ridotti; e da qui si evince la totale cecità delle amministrazioni,
le quali prediligono l'asservimento dell'azienda informatica di
turno a politiche che con l'efficienza e la lungimiranza hanno poco
a che vedere.
Proviamo ad immaginare un
sistema di archiviazione economico-giudiziario interamente legato ai
sistemi informatici. Si rischierebbe di trovarsi, un bel giorno, con
la carta di credito azzerata, la propria situazione fiscale
misteriosamente scomparsa o con la propria identità inesistente o
scambiata con un pericoloso evaso!
Consideriamo inoltre che la
retrocompatibilità dei documenti di testo rappresenta un rischio da
non sottovalutare. Si pensi alla versione più recente di Microsoft
Office che (per meri motivi commerciali), in taluni casi, non
permette la visualizzazione di testi redatti con versioni obsolete
dello stesso pacchetto software. Tra dieci o vent'anni, potremo
semplicemente aprire un documento scritto con Office 97?
Le stesse softwarehouse
(quelle italiane soprattutto) non considerano minimamente la
possibilità di esportare o salvare i dati di lavoro su directories
diverse da quella ove sono stati installati gli stessi applicativi,
così gli studi professionali, dagli avvocati, ai commercialisti, non
adottano alcun metodo di prevenzione dalla perdita dei dati utente.
Alla luce di queste concise valutazioni (se
ne potrebbe parlare per ore), siamo sicuri che l'idea di abbandonare
la carta, sia... una buona idea?
1
|
2 |
3
|
4 |
5
|
6
|