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SCIENZE L'ultima trovata degli staff: diverti l'elettore e lui voterà per te Bush contro Kerry, la sfida in mille giochi I due candidati alla Casa Bianca si confrontano in una serie di flash-games su Internet. Molti prendono in giro l'avversario Diverti l'elettore e l'elettore voterà per te. È l'ultima trovata dei due entourage che lottano aspramente per portare il proprio candidato alla Casa Bianca, alle prossime elezioni presidenziali Usa di novembre: creare una serie di vivaci videogiochi su Internet per attrarre preferenze e mettere alle corde l'avversario. Basta andare sul sito ufficiale del comitato nazionale dei repubblicani, per rendersi conto dell'offerta. Tax Invaders (www.gop.com/taxinvaders) è una versione politicizzata dell'arcinoto Space Invaders, solo che a sparare è la testa di Bush, contro i piani di tassazione dell'avversario: se nel videogame arcade degli anni '80, lo scopo era quello di salvare il pianeta dall'invasione aliena, qui bisogna «salvare l'America dall'invasore fiscale».
KERRYOPOLI - Un altro gioco, Kerry vs. Kerry (www.gop.com/kerryvskerry) simula un incontro di boxe allo specchio del candidato democratico, pieno di colpi bassi, per mettere in evidenza le contraddizioni rivelate dai suoi discorsi: ecco le tesi "a favore" e "contro" la guerra in Iraq, il diritto al matrimonio dai gay, la pena di morte per i terroristi. E ancora, Kerryopoly (www.gop.com/kerryopoly), scimmiotta il famoso Monopoli, facendo i conti in tasca al senatore del Massachussetts per la sua campagna, accusandolo nemmeno troppo velatamente di essere uno spendaccione. DEAN IL BATTISTRADA - L'avvio a questo nuovo strumento di propaganda elettorale è stato dato da Howard Dean l'anno scorso, quando il senatore era ancora in corsa per diventare il possibile uomo da contrapporre a Bush. Lo scopo di Dean for America Game (www.deanforamericagame.com) era quello di spiegare ai potenziali sostenitori come agire per aiutare la campagna del loro candidato. Nonostante la successiva sconfitta di Dean, il gioco aveva dimostrato la sua efficacia, anche in considerazione del modesto investimento economico (soli 20.000 dollari), attirando sul sito oltre centomila visitatori in un solo mese, e diventando oggetto di discussione nei blog dedicati alla politica e ai videogame. SPOSTARE VOTI - Si discute infatti se questi mini-videogame, bizzarra mescolanza di interattività, satira politica e pubblicità, possano realmente spostare voti. «Sono divertenti e carini - ha dichiarato scettico al New York Times l'esperto di democrazia digitale Andrew Rasiej - e la gente se li spedisce tramite posta elettronica, ma non riescono a orientare gli utenti, consci che non si tratta dell'espressione della libera cultura della Rete, ma della solita propaganda politica». Di diverso avviso chi, come Ian Bogost, esperto di game design, pensa che l'interattività di questi giochi costituisca il plusvalore rispetto ai tradizionali messaggi elettorali: «Credo che possano comunicare concetti e meccanismi politici meglio di qualsiasi altro medium». ELETTORATO GIOVANE - Bogost, già coautore del videogame per il senatore Dean, è stato incaricato di realizzare con la sua Persuasive Games (www.persuasivegames.com) un titolo per i democratici: si tratta dell'imminente Opinions, mix di sei mini-giochi con cui si tenterà soprattutto di entrare in sintonia con l'elettorato più giovane. In attesa che il videogame veda la luce, i sostenitori di Kerry non perdono tempo: sul sito ufficiale del partito democratico c'è già un cartoon interattivo (www.democrats.org/kickbushout/index.html) che invita a buttare l'attuale Presidente fuori a calci dalla Casa Bianca, con l'aiuto dei possenti zoccoli dell'asinello, mascotte democratica; il candidato al congresso Charlie Rangel (www.charlierangel.org/base.html) fa la sua parte, con Bush Admin Match Game, gioco a quiz in cui invita a indovinare chi, tra i membri dell'amministrazione Bush, ha pronunciato alcune frasi diventate celebri, come quelle relative all'esistenza di armi di distruzione di massa in Iraq. MANDA KO L'AVVERSARIO - E ancora il Center for American Progress, organizzazione apolitica che promuove il progresso degli Usa, propone in Contractopoly (www.americanprogress.org/site/pp.asp?c=biJRJ8OVF&b=90056) una versione di Monopoli (a dire il vero poco interattiva), in cui si getta luce sul ricchissimo e poco trasparente affare dei contratti assegnati dall'amministrazione Bush per la ricostruzione in Iraq. Nella sfida a colpi di videogame, per cui è facile prevedere un'escalation in prossimità dell'avvicinarsi alla scadenza di novembre, c'è anche chi produce giochi in maniera disinteressata e più farsesca. È il caso di Presidential Knockout (www.freeworldgroup.com/games/presidentialknockout), dove ci si gioca la Casa Bianca a suon di pugni, o dei giochi dello svizzero Severin, che mette alla berlina il Presidente Bush e le sue ossessioni - i nemici politici (www.severin.ch/invaders) e lo scudo stellare (www.severin.ch/nmd/) - invitando anche i giocatori a sbatacchiarlo (www.severin.ch/dragndrop/) sui muri dello studio ovale. Più ricco di inventiva The Anti-Bush Videogame (www.emogame.com/bushgame.html), spiritoso cartoon interattivo in cui Hulk Hogan, He-Man e Mr. T si alleano per liberare l'America dagli emissari del Male, mentre in White House Joust (www.kewlbox.com/games/game.cfm?gameId=106) i due contendenti si sfidano sul terreno di un vecchio videogame da sala giochi. Marco Consoli Fonte Corriere della Sera
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