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BMW presenta la quinta
generazione della Serie 5, strumento di rilancio della casa bavarese
in un periodo cruciale. A livello globale, il primo quadrimestre
del 2003 ha fatto segnare una flessione dello 0,5%, un dato confortante
generato dalle ottime prestazioni di Mini (200.000 unità
vendute), cui tuttavia corrisponde una diminuzione del fatturato del
4,6%. In Italia la situazione è migliore, addirittura sono state
consegnate tre auto in più che nei primi quattro mesi del 2002.
Per sollevare le vendite del marchio, dopo la Z4 e il rinnovamento
della Serie 3, la nuova Serie 5 arriva nelle concessionarie all'inizio
di luglio. Da sempre questo modello rappresenta la punta di diamante
della produzione BMW: dalla sua introduzione, nel 1972, ne sono
uscite dagli stabilimenti 3 milioni e 800mila (con un quota sul
totale di circa il 30%) e ancora oggi sono 170mila gli esemplari annui.
Forte di questa tradizione e carica di grandi responsabilità, la
rinnovata "5" adotta una linea innovativa (ha dimensioni e passo
maggiori della precedente) ma non rivoluzionaria. Si fanno notare in
particolare gli aggressivi fari anteriori, che, sormontati dalle
frecce "sopracciglia", avvolgono gli angoli di un cofano possente
ma filante. Evidente la parentela con il design e l'eleganza della
Serie 7, temperata dalla sportività della 3 e da dettagli di linee
concave della Z4. Mentre la parte centrale è convenzionale, il posteriore
risulta compatto e poderoso, con gruppi ottici ridotti (le luci
della retromarcia sono microscopiche), che nella vista laterale
costituiscono una "V" con la chiusura della coda.
Internamente si ritrovano l'ordine e la razionalità
teutonica nella strumentazione protetta da una doppia palpebra e
diversi comandi al volante. Un pratico e intuitivo joystick
(ricalcato in piccolo ancora dalla 7) governa climatizzazione, strumenti
di navigazione, intrattenimento e di diagnosi della vettura. Sebbene
alcuni dettagli non siano sempre all'altezza (le porte sono
un po' rumorose, il vano nel tunnel centrale da contorsionisti e
quello nella plancia piuttosto povero, come le plastiche delle luci
interne), il comfort a bordo è massimo, anche nei posti dietro, che
hanno guadagnato diversi centimetri per le gambe. |